HomeLiquore - DistillatoDistillation history: whisky, così il Giappone ha conquistato il mondo

Distillation history: whisky, così il Giappone ha conquistato il mondo

Abbiamo visto come l’invenzione del whisky sia contesa fra Scozia e Irlanda, e di come scozzesi e irlandesi abbiano poi “esportato” questo distillato nel Nord America.

Un altro Paese che, per altre vie e più recentemente, ha importato la tradizione del whisky, facendola propria, è il Giappone. Negli ultimi anni, grazie anche alla conquista di premi e riconoscimenti internazionali, il whisky giapponese è diventato un vero e proprio cult anche in occidente. Tanto che, con l’aumento della domanda, sono sempre più numerose le distillerie del Sol Levante che si dedicano a questo prodotto.

Masataka Taketsuru (1894-1979)

Eppure, la storia del whisky del Sol Levante inizia appena un secolo fa grazie a Masataka Taketsuru, considerato il “padre del whisky giapponese”. Nato da una famiglia di grandi produttori di sake (come racconta Fulvio Piccinino nel suo “Saperebere“), subito dopo la fine della Prima guerra mondiale va in Scozia per studiare chimica all’Università di Glasgow. Ottenuta la laurea, lavora in alcune distillerie locali e nel 1920 si sposa con una scozzese.

Qualche mese dopo la coppia si trasferisce in Giappone dove Taketsuru, forte delle competenze necessarie per produrre whisky, si mette in società con Shinjiro Torii, fondatore di Suntory, importante produttore di bevande. Insieme aprono nel 1923 la distilleria Yamazaki e avviano la produzione di whisky giapponese utilizzando tecniche scozzesi e sviluppando un processo di invecchiamento in botti di rovere.

whisky giapponese
Nikka Gold

Qualche tempo dopo, i due soci iniziano ad avere visioni diverse sulla produzione di whisky, così Taketsuru lascia Suntory e fonda nel 1934 la sua distilleria, Dainipponkaju, rinominata più semplicemente Nikka nel 1952. Sceglie come sede Yoichi, sull’isola di Hokkaido, dove trova un clima simile a quello scozzese, ideale per la produzione di whisky. Successivamente realizza una seconda distilleria nel nord del Giappone, a Miyagiken, in una zona umida e piovosa proprio come la Scozia.

Intanto anche Suntory continua a produrre whisky, affinando ed evolvendo le prime distillazioni di Taketsuru, ponendo le basi della crescita che poterà, nel 2014, alla creazione del colosso nippo-americano Beam Suntory. Con la Seconda guerra mondiale e la successiva occupazione americana del Giappone, la popolarità del whisky nel Paese viene offuscata da altri prodotti, fino al rilancio negli anni ’80 grazie al successo internazionale ottenuto da Yamazaki.

L’affermazione del whisky giapponese nel mondo

Oggi la produzione giapponese di whisky è apprezzata in tutto il mondo per la sua qualità e lo stile unico, dato da un processo di distillazione meticoloso e dall’utilizzo di acqua pura e ingredienti di alta qualità, fra cui cereali locali come orzo e riso. A cui si aggiunge quello che Piccinino definisce l'”ingrediente segreto”: la tradizione e la cultura giapponese, sempre tesa alla ricerca della perfezione.

whisky giapponese
Yamazaki

Negli anni, le distillerie giapponesi hanno sperimentato diversi tipi di alambicchi e tecniche di invecchiamento, contribuendo a creare profili di sapore originali che distinguono il whisky giapponese da quello di altri paesi. Nikka è tuttora leader di mercato seguita da Suntory, ma come detto sono emerse in epoca recente nuove distillerie che hanno ulteriormente contribuito a diversificare, innovare e affermare a livelli di eccellenza la versione nipponica del distillato, declinata in più varianti dai single malt ai blended.

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Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

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