HomeFiscoE-commerce, novità Iva dal 2021

E-commerce, novità Iva dal 2021

La pandemia ha sicuramente incrementato i consumi online, e gli operatori digitali devono prestare sempre più attenzione alle modifiche iva. 

Tali modifiche hanno interessato le cessioni intracomunitarie di beni. Guardiamo i risvolti pratici.

Durante la pandemia, che ancora imperversa in lungo e in largo, molti settori sono stati colpiti in modo anche pesante. Altri settori invece hanno trovato nuova linfa vitale dalla diffusione del virus. Uno di questi settori è l’economia digitale. Infatti, il 2020 ha segnato un incremento esponenziale dei consumatori online rispetto al 2019. Occorre sottolineare che il trend era già in essere prima della pandemia che ha accelerato questa tendenza inesorabile.

Gli operatori economici devono essere particolarmente attenti alle modifiche Iva, le quali sono sempre in atto in un’incessante e ipertrofica formazione legislativa. Le stesse modifiche Iva hanno interessato le cessioni intracomunitarie di beni (vendite a cataloghi, per corrispondenza e simili), trasportate dal cedente, o per suo conto, nel territorio di altro Stato membro UE.

Se le cessioni intracomunitarie sono destinate a privati consumatori, oppure verso operatori che non possono detrarre l’Iva, e il volume annuo delle predette cessioni è inferiore a specifiche soglie predefinite, allora gli operatori economici possono avvalersi del regime di non imponibilità e assoggettare a Iva le predette cessioni nel Paese di destinazione dei beni.

Le cessioni intracomunitarie poc’anzi accennate si definiscono anche vendite a distanza intracomunitarie di beni. Si rientra nella fattispecie del cosiddetto e-commerce indiretto.

Occorre precisare che un aspetto cruciale di queste cessioni è che il trasporto deve essere a cura del fornitore-cedente, il quale nell’effettuazione del trasporto potrebbe intervenire in modo diretto oppure indiretto. In entrambi i casi il trasporto si considera curato dal fornitore-cedente delle cessioni. Da notare che la direttiva 2017/2455/UE ha apportato modifiche alle vendite a distanza intracomunitarie di beni. Le predette modifiche sono entrate in vigore a far data dall’inizio del 2021 e si riferiscono principalmente al trasporto dei beni e alla soglia di valore delle cessioni sopra la quale occorre applicare l’Iva nel Paese di arrivo dei beni.

Sino a dicembre 2020 le vendite a distanza acquisivano rilevanza nel Paese intracomunitario di destinazione dei beni se durante il periodo fiscale precedente l’ammontare delle stesse cessioni, al netto dell’Iva, era superiore a 100.000 euro.

La sopra accennata direttiva 2017/2455/UE ha modificato anche la soglia sopra la quale le vendite a distanza sono rilevanti nel Paese di arrivo delle merci. Infatti, dal 2021 affinché le vendite a distanza siano rilevanti nel Paese di arrivo delle merci occorre che nell’anno precedente a quello in corso sia stata superata la soglia di 10.000 euro. Al superamento della soglia, l’Iva è dovuta nel Paese di arrivo delle merci.

Pertanto, uno dei risvolti pratici delle modifiche, e una volta superato il limite di 10.000 euro nell’anno precedente a quello in corso, è che gli operatori economici devono aprire una posizione Iva negli Stati di arrivo dei beni, oppure aderire al cosiddetto MOSS (Mini One Stop Shop).

Sistema Ratiohttps://www.ratio.it/
Periodici e servizi di aggiornamento Fiscale e Gestionale per le AziendeFisco, amministrazione, contabilità, consulenza, gestione aziendale e del lavoro. Riviste, circolari informative, manuali, banche dati, formulari editabili, formazione accreditata.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Bartender

Magazine ApeTime

Installa l'APP
×
Translate »