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Settore birra, fatturati a picco causa Covid

Ciclone Covid sul settore birra: persi 1,6 miliardi di euro e 21 mila posti di lavoro.

Una crisi che ha duramente colpito non solo la filiera produttiva e i microbirrifici italiani, ma anche i grandi brand internazionali.

Nel 2020 uno dei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive per contenere il diffondersi della pandemia da Covid, è stato quello della ristorazione e dei locali quali bar e pub che hanno dovuto tenere le saracinesche abbassate per diversi mesi, come sta avvenendo anche in questo inizio di 2021.

Anche la filiera della birra italiana, nei primi sei mesi del 2020, ha pagato un prezzo salatissimo a queste restrizioni. Questa è la fotografia della situazione che emerge dai dati forniti dall’Osservatorio Birra e si può parlare di un autentico crollo verticale, specie osservando i dati dell’anno precedente.

Nel 2019 infatti questo settore aveva generato lungo tutta la filiera, dall’ approvvigionamento delle materie prime al consumatore, un indotto che si aggirava intorno ai 10 miliardi di euro portandola, come valore, ad essere una delle realtà più importanti nel sistema economico italiano sia come fatturato che come capacità di produrre posti di lavoro.

Secondo i dati forniti da Assobirra la produzione italiana, nel 2019, era infatti arrivata a qualcosa come 17,2 milioni di ettolitri annui con un aumento del 5% rispetto all’ anno precedente

LE PERDITE: fatturato e posti di lavoro

Poi è arrivato il lockdown di marzo con gli italiani chiusi in casa e ristoranti, bar e pub chiusi: per il settore birrario italiano si è tradotto, in soli sei mesi, in una perdita di valore pari a 1,6 miliardi di euro: un crollo che ha riguardato l’ intera filiera come emerge dall’ analisi. Colpito ovviamente in modo particolare il settore Horeca, canale di distribuzione e rifornimento di ristoranti e bar che ha visto dimezzarsi il proprio fatturato con una perdita di circa 8 miliardi di euro.

Birra spina

Un altro dato che fotografa eloquentemente la crisi attraversata dal settore è quello relativo ai posti di lavoro. Nel 2019 infatti la produzione birraria artigianale italiana aveva creato circa 3000 posti occupazionali in più. Nei primi sei mesi del 2020, ne sono svaniti circa 21mila.

Da questo si può intuire come le restrizioni causate dal Covid abbiano colpito ancora più duramente la galassia dei microbirrifici artigianali che in Italia sono circa 900. E questo è quanto emerge da un’altra indagine effettuata da CIA-Agricoltori Italiani che, anche a causa del blocco totale di eventi come sagre e fiere, evidenzia come questo specifico settore abbia perso circa il 90% del proprio fatturato che, nell’era pre Covid, creava 7 mila posti di lavoro producendo annualmente circa 500 mila ettolitri.

Una crisi che ha duramente colpito non solo la filiera produttiva e i microbirrifici italiani, ma anche i grandi brand internazionali. Basti pensare a un colosso come Heineken che nello scorso mese di marzo ha visto calare il proprio fatturato del 14%. E tornando in Italia anche un grande marchio come Peroni ha accusato il colpo perdendo il 15% del proprio fatturato annuo.

Birre Peroni, Heineken and Dreher

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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