HomeBartenderFlair bartending: il futuro tra Working, Exhibition e Craft. Video

Flair bartending: il futuro tra Working, Exhibition e Craft. Video

“Il Flair bartending sta tornando di moda anche in Italia, dopo un periodo di oblio”, afferma Salvo Romano, titolare del Barz8 di Torino, che abbiamo video intervistato a Milano, alla Mixology Experience.

flair bartending
photo della Barproject fondata nel 2008 da Claudio Lepore

Detto questo, facciamo un po’ di chiarezza. Quando si parla di Flair bartending ci si riferisce a due tipologie: il Working e l’Exhibition. “Dal Working è poi nato il Craft, ovvero la metodologia più in voga in questo periodo. Si differenziano in termini di spettacolarità, tecnica, strumenti, sicurezza e di interazione col cliente”, spiega Andrea Salamida, Ambassador Spirits Industry della BarProject di Bari. Che poi aggiunge:

flair bartending“Il Working Flair è una metodologia di lavoro caratterizzata da tecniche acrobatiche, in particolare con bottiglie e shaker. È finalizzato alla costruzione dei drink e non sono previste rotazioni delle bottiglie.
Mentre l’Exhibition Flair è una metodologia di lavoro altamente spettacolare, caratterizzata da lanci e rotazioni delle bottiglie. Ha finalità di show ed è utilizzato durante le competizioni, di solito senza costruire drink. Infine, il Craft Flair è un’evoluzione del Working: ha un taglio pratico, movimenti più morbidi e include tutti gli strumenti per la costruzione del drink, ottimizzando il rapporto fra rapidità, qualità, spettacolarità, sicurezza e possibilità di interazione col cliente”.

Insomma, “il Craft è la tecnica di flair bartending più utilizzata e più utilizzabile a livello globale nel lavoro quotidiano”, conclude Salamida.

 

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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