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Francesca Gentile si racconta ad ApeTime, la ricetta del successo

Francesca Gentile è riuscita a portare l’innovazione in provincia.  Barlady titolare di Funi1898 di Montecatini Terme, si racconta ad ApeTime. Dai consigli per chi vuole lavorare dietro al bancone alle difficoltà da superare se si vuole proporre cocktail di ricerca in provincia.

Il bar per te è…?
Un luogo di aggregazione, divertimento e scambio di idee ed esperienze.

Francesca Gentile, come sei diventata barlady?
Mi sono innamorata della mixology relativamente tardi. Diplomata al liceo classico, laureata in scienze politiche ed internazionali e appassionata di viaggi e fotografia, ho mosso i primi passi nel mondo del lavoro come fotoreporter. Con soddisfazione, tra l’altro! Ho collaborato anche con testate prestigiose come National Geographic e PhotoTravel. Una volta diventata mamma, però, mi sono resa conto che quello stile di vita vagabondo era inadeguato, se non pericoloso, per una bambina di pochi mesi. E così ho deciso di tornare in Italia e rimettermi in gioco concentrandomi su un altro mio interesse: la miscelazione. Oltre a esercitarmi e prendere lezioni di pratica, mi sono dedicata alla lettura: ho perso il conto delle nottate trascorse sui libri per conoscere e capire tutta la merceologia dei prodotti Sono bastati pochi mesi per farsi apprezzare dai suoi colleghi.

Francesca Gentile oggi sei titolare di un locale storico, il Funi 1898…
Sì. Il locale esiste, sebbene con un nome diverso, dal 4 giugno 1898. È stato inaugurato quando aprirono la storica Funicolare di Montecatini Terme, la più antica al mondo ancora funzionante. Ai tempi si chiamava Funibar e attirò l’attenzione di artisti del calibro di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Il mio Funi1898 mantiene la struttura originaria, ha un sapore vintage ma al contempo ha uno stile contemporaneo.

photo di Alessandro Scerbo

Quali qualità occorrono a un barman per emergere?
Ambizione e costanza, senza dubbio. E poi, una certa dose di follia.
Senza quel tocco di pazzia, per esempio, io non avrei avuto il coraggio di proporre cocktail di ricerca nel segno dell’innovazione in una città di provincia piccola come Montecatini.

Che cosa significa gestire un cocktail bar di ricerca in provincia?
Fare il doppio dei sacrifici di chi lavora in città per affermare la propria identità. Diffondere le novità in cittadine piccole è molto difficile perché in provincia le persone sono più chiuse e d’istinto si limitano a ordinare gli stessi drink.

E come si fidelizza la clientela di provincia ai drink di ricerca?
È essenziale non confondere il palato del cliente, quindi occorre semplificare il difficile. Non meno importante, poi, è guidare il cliente nell’esperienza di degustazione, ascoltandolo e suggerendogli i drink più in linea con il suo gusto.

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Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di distillati and cocktail bar, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it con articoli, video e foto. Giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo corso italiano di Spirits and Drink Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato e spirits del magazine di ApeTime.

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