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Addio a Franco Baresi, leggenda del Milan celebrata anche dal mondo della birra

Chi ormai, come chi scrive queste righe, ha superato i 40 anni e ama il calcio non potrà mai dimenticare una figura come quella di Franco Baresi, scomparso all’età di 66 anni dopo una lunga malattia.

Impossibile dimenticare il suo carisma, la sua leadership fatta di poche parole, quella maglia rossonera con il numero 6 – ritirata dal Milan nel 1997, anno del suo addio al calcio giocato – e la fascia da capitano al braccio.

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Franco Baresi e le immagini rimaste nella storia del calcio

Al nome di Franco Baresi si legano alcune immagini indimenticabili, soprattutto per chi ha vissuto quegli anni. Prima fra tutte, quella del braccio alzato mentre comandava la difesa rossonera, composta da altri campioni del calibro di Tassotti, Costacurta e Maldini, in rigoroso ordine di ruolo da destra a sinistra.

Un gesto che spesso induceva i guardalinee ad alzare la bandierina per segnalare il fuorigioco, diventando uno dei simboli del Milan più vincente.

Il Mondiale di Usa ’94 e il ritorno in campo dopo 25 giorni

Nessuno può ricordare Baresi senza pensare ai Mondiali di Usa ’94 e alla spedizione della Nazionale italiana.

Durante la seconda partita del girone contro la Norvegia, disputata il 23 giugno, il difensore subì un grave infortunio al menisco. Le sue lacrime all’uscita dal campo fecero temere che la sua avventura mondiale fosse già terminata e, con essa, anche la sua storia con la maglia dell’Italia.

Il destino, però, non aveva fatto i conti con la sua straordinaria forza di volontà. Dopo un intervento chirurgico d’urgenza e una convalescenza durata appena 25 giorni, il 17 luglio Baresi tornò in campo per disputare la finale del Mondiale, giocata nel caldo insopportabile di Pasadena.

Di quella giornata rimarranno per sempre indelebili anche le sue nuove lacrime, amare e inconsolabili, dopo il tiro sbagliato dagli undici metri nella lotteria dei rigori che consegnò la Coppa del Mondo al Brasile.

Quella volta il destino riuscì a sbarrargli la strada, negandogli la seconda vittoria in un Mondiale dopo quella del 1982, conquistata senza però scendere in campo: Baresi era allora il sostituto di Gaetano Scirea, un’altra icona del calcio italiano prematuramente scomparsa.

I successi di Franco Baresi con il Milan

I ricordi, ma anche le statistiche – che a volte sono soltanto freddi numeri – raccontano alla perfezione chi è stato Franco Baresi per il mondo del calcio e, soprattutto, per i tifosi del Milan.

In venti stagioni con la maglia rossonera, quindici delle quali vissute da capitano, ha conquistato:

  • sei campionati italiani;
  • tre Coppe dei Campioni;
  • due Coppe Intercontinentali;
  • due Supercoppe UEFA;
  • quattro Supercoppe Italiane.

Baresi è inoltre il secondo calciatore con il maggior numero di presenze nella storia del Milan, preceduto soltanto da Paolo Maldini.

Franco Baresi, il beverage e lo storico spot Gatorade

Franco Baresi è stato una leggenda in campo, ma anche uno dei primi grandi ambasciatori del mondo beverage, contribuendo ad avvicinare il settore delle bevande a quello del calcio in un’epoca nella quale le sponsorizzazioni sportive stavano assumendo un ruolo sempre più strategico.

Il legame più importante risale al 1990, quando Baresi divenne il volto della storica campagna pubblicitaria di Gatorade realizzata in occasione dei Mondiali di Italia ’90.

Lo spot raccontava il “segreto” del capitano del Milan e della Nazionale: un elogio alla forza di volontà, alla preparazione e alla fiducia nelle proprie capacità. Valori associati all’importanza dell’idratazione e del reintegro dei sali minerali.

L’omaggio di Birra Antoniana al numero 6 del Milan

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Baresi consolidò la propria presenza nel mondo del beverage anche nel ruolo di dirigente della società rossonera.

Nel 2013 il comparto birrario celebrò la figura dell’ex capitano milanista durante una visita al birrificio Interbrau di Ronchi di Campanile, in provincia di Padova.

In quell’occasione gli venne dedicata una speciale magnum di Birra Antoniana, personalizzata con il numero 6, lo stesso che aveva accompagnato tutta la sua carriera con il Milan.

Il Derby della Birra con le leggende di Milan e Inter

Nel 2019 Franco Baresi prese parte anche al “Derby della Birra”, un’iniziativa promossa dal gruppo Peroni in occasione della stracittadina di Serie A disputata nel settembre di quell’anno.

L’evento riunì diversi grandi protagonisti della storia di Milan e Inter in un appuntamento dedicato alla convivialità – diventata ormai anche per gli italiani uno dei sinonimi della birra – e alla passione calcistica.

Il rapporto tra birra e calcio continua ancora oggi attraverso sponsorizzazioni, iniziative negli stadi e campagne rivolte ai tifosi, come raccontato nel nostro approfondimento sulle birre più vendute in Italia e sulle strategie dei principali marchi

L’ultima apparizione pubblica a Milano-Cortina 2026

L’influenza di Franco Baresi è quindi andata ben oltre il rettangolo di gioco. È riuscito a diventare un campione molto amato non soltanto da chi ha nel cuore i colori rossoneri o il calcio.

Una grande ammirazione conquistata con schietta naturalezza da un uomo che non ha mai amato particolarmente la luce dei riflettori e le telecamere, neppure negli ultimi anni, durante i quali ha ricoperto il ruolo di vicepresidente onorario del suo Milan.

Il tifo e l’affetto nei suoi confronti sono sempre stati davvero trasversali, al di là dei colori della maglia e anche dopo il ritiro dal calcio giocato.

Lo si è percepito ancora una volta nella grande ovazione e negli applausi che tutti i presenti allo stadio Meazza gli hanno tributato nel febbraio di quest’anno, in occasione della sua ultima apparizione pubblica.

Quella sera, durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, la bandiera rossonera rivestì il ruolo di tedoforo insieme all’amico e rivale di tante battaglie Beppe Bergomi.

Nulla più della fiamma olimpica, che non si spegne mai, può simboleggiare il ricordo di Franco Baresi: un ricordo destinato a rimanere indelebile nella storia di chi ama il calcio e non solo.

Nicola Prati
Nicola Prati
Classe 1981. Subito dopo la maturità classica, inizia a collaborare con la ‘Gazzetta di Parma’ (2000): una collaborazione giornalistica che durerà otto anni. Contemporaneamente, dal 2005 al 2008, fa parte dell’ufficio stampa del Gran Rugby Parma. Successivamente, fra le altre esperienze lavorative, quella nell’ufficio comunicazione interna di Cariparma Credit Agricole e nella direzione relazioni esterne del gruppo Barilla. Le sue due più grandi passioni sono tutti gli sport e la musica. A queste, si aggiungono la lettura, i viaggi e la cucina. Collabora con ApeTime da gennaio 2021.

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