HomeBirraGiro del mondo in birra: Bhutan e la storia singolare di Fritz...

Giro del mondo in birra: Bhutan e la storia singolare di Fritz Maurer

Il Bhutan, un piccolo Stato ai piedi dell’Himalaya, ha uno scenario brassicolo che cambia completamente raccontando la storia, singolare, di come è nato uno dei primi dei sette piccoli birrifici autoctoni, oggi presenti, e del suo fondatore Fritz Maurer. 

Nelle precedenti tappe del viaggio sulle strade della birra, abbiamo visto come l’arte del produrla sia stata portata nei vari Paesi del mondo dai viaggi compiuti dall’uomo nel corso dei secoli oppure, più recentemente, dagli interessi commerciali dei grandi produttori di settore.

Nel primo caso, possiamo ricordare Barbados che, per secoli, è stata una colonia inglese: un’occupazione che ha lasciato un’impronta indelebile su usi e costumi della popolazione locale. Non a caso infatti l’unica birra autoctona prodotta sull’isola caraibica è una lager che nello stile rispecchia quelle britanniche. Nel secondo caso, ricordiamo invece il gruppo Castel che in Angola non solo possiede l’unico birrificio locale, ma anche un’azienda agricola dalla quale ricava le materie prime necessarie per produrla.

Finora quindi si è sempre trattato del risultato d’iniziative portate avanti da gruppi di persone o da consolidate realtà aziendali. Scenario che cambia completamente raccontando la storia, singolare in tutti i sensi, di come è nato uno dei primi dei sette piccoli birrifici autoctoni oggi presenti in Bhutan. Si tratta del piccolo Stato situato ai piedi dell’Himalaya, celebre per i suoi panorami unici nei quali alcune delle vette montuose più alte del pianeta e le loro valli si alternano alle foreste subtropicali.

LA STORIA DI FRITZ MAURER 

Il racconto inizia nel 1970 a Berna, Svizzera. Qui vive un giovane impiegato nella produzione di formaggi: si chiama Fritz Maurer e ha 29 anni. Un giorno legge su un quotidiano svizzero che il re del Bhutan, desideroso di modernizzare le strutture ed il comparto agroalimentare del regno buddista, è alla ricerca di diverse figure professionali fra cui appunto casari professionisti.

Maurer, denotando un grande spirito d’avventura, decide di rispondere alla chiamata e di affrontare il lungo viaggio aereo (circa 9mila km): già solo questo all’epoca, era sufficiente a testimoniare anche una buona dose di coraggio. Basti pensare al fatto che l’unico aeroporto allora presente in Bhutan era quello della città di Paro, incastonato fra le montagne, che ancora oggi è considerato uno dei più pericolosi al mondo tanto che pochissimi piloti sono autorizzati ad atterrarvi.

Il giovane svizzero, come da lui stesso raccontato al magazine on line Dara, una volta arrivato ai piedi dell’Himalaya, inizialmente avrebbe avuto delle notevoli difficoltà a svolgere il proprio lavoro. Le scorte di latte infatti scarseggiavano e di conseguenza non era possibile produrre formaggio: a questo problema si aggiungeva il fatto che, come da lui raccontato: “Quando sono arrivato in Bhutan, i concetti di allevamento di bovini, di commercio e di economia in generale erano uguali a quelli della Svizzera del 1700”.

Superate le criticità, Maurer dapprima è riuscito ad avviare la produzione di uno dei formaggi svizzeri più famosi, ovvero l’Emmental, ed in seguito, con il sostegno economico del fratello del sovrano del Bhutan di cui era divenuto amico, ad avviare altre attività produttive, come l’apicoltura, che avrebbero contribuito a modernizzare il Paese, in modo particolare la regione del Bumthang nella quale si era stabilito fin dal suo arrivo.

LA BIRRERIA E LA RED PANDA

Nel 2006 quindi, l’ex giovane casaro “Che non si è mai sentito uno straniero in Bhutan e non ha mai utilizzato il biglietto aereo comprato nel 1970 per tornare in Svizzera”, come ha raccontato nella stessa intervista, divenuto un piccolo imprenditore, ha deciso di dare vita ad un piccolo birrificio costruendovi accanto una vera e propria birreria tutta in legno che come stile architettonico richiama sia gli edifici bhutanesi che gli interni di una tipica taverna elvetica.

La birra è un omaggio alle due terre, quella natale e quella in cui vive ormai da oltre 50 anni. Si tratta infatti di una weiss nominata Red Panda, ovvero uno degli stili brassicoli più diffusi in Svizzera associato ad un raro esemplare di mammifero che si trova esclusivamente nelle foreste pluviali che circondano l’Himalaya. Con una gradazione alcolica del 5%, si presenta di color giallo paglierino con un’abbondante schiuma. Nella ricetta di questa birra di frumento, oltre a quello dato dal limone, sono presenti anche aromi di banana e chiodi di garofano.

Maurer, un vero self made man, è quindi riuscito a creare in questa affascinante terra un luogo nel quale produrre e fare assaporare ai locali una birra tipicamente europea, in parte rivisitata per assecondarne i gusti, e offrire ai turisti di passaggio una bevanda altrimenti difficilmente reperibile in quella regione.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
Un’esperienza a 360° nel mondo degli Aperitivi e dei Cocktail che sfrutta i sistemi di Geolocalizzazione per trovare e raggiungere in tempo reale Locali, Eventi e Barman. ApeTime si rivolge ai Bartender, ai Gestori di Locali ed a tutte le Persone che vogliono divertirsi la sera sorseggiando un buon Cocktail o un gustoso Aperitivo.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Bartender

Magazine ApeTime

Installa l'APP
×
Translate »