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La storia e due varianti del Negroni. Video dal Caffè Gilli e ricette

Sono passati oltre 100 anni dalla nascita a Firenze del Negroni, l’aperitivo italiano per eccellenza

Un classico intramontabile, che si fa anche in casa. Del resto, è facile da preparare. Basta mescolare in un bicchiere colmo di ghiaccio una dose di gin, una di Campari e una di vermouth e decorare con una fetta d’arancia.

“A inventarlo non fu un barman, bensì un cliente fedele della Drogheria e Profumeria Casoni di via Tornabuoni: Camillo Negroni, conte fiorentino cosmopolita che aveva abitato a Londra, nel Wyoming e a New York”, ci racconta uno dei barman del Caffè Gilli di Firenze, locale dove è nato il drink. Un giorno, probabilmente nel 1918, il conte Negroni chiese al barista Fosco Scarselli di irrobustire il suo Americano (Campari, vermouth rosso e seltz, ndr.), sostituendo il seltz con il gin. Gli piacque. E da allora, ordinò sempre “il solito” e, nel giro di poco, divenne popolare in tutta la città.

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La sua celebrità si diffonde dopo la fine del secondo conflitto mondiale. E supera velocemente i confini nazionali. Già negli anni ’50 negli Stati Uniti è uno dei drink di riferimento dei transition bar, quei bar di passaggio -spesso nelle stazioni ferroviarie- luogo d’incontro per vedove e latin lover.

Negroni
Negroni Rubino

La ricetta del Negroni Rubino (clicca qui)

Negroni siciliano

Negroni Siciliano, il drink firmato da Gianluca Lombardo (clicca qui)

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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