HomeBirraGiro del mondo in birra: Burkina Faso, dove nasce la birra Brakina

Giro del mondo in birra: Burkina Faso, dove nasce la birra Brakina

Nuova tappa in Africa, dopo quella in Angola per parlarvi della birra Luandina, la prima birra del Paese (una pilsner che prende il nome dalla declinazione al femminile della capitale Luanda), passiamo alla scena birraria del Burkina Faso, dove si fabbrica la birra Brakina. E anche qui le donne sono protagoniste

In quella che, a causa del continuo ripetersi di guerre civili che impediscono lo sviluppo economico e della scarsità di risorse offerte dal territorio, è una delle Nazioni più povere del Pianeta, esiste la federazione nazionale delle produttrici di birra: fondata il 10 aprile 2014 si pone come obiettivi quelli di potenziare e far crescere le singole attività ed avere un organo rappresentativo unitario nei rapporti con le istituzioni.

Il nome esatto dell’associazione è ‘Fédération Nationale des Dolotiéres du Burkina’ e questo poiché in questo paese la birra è conosciuta con il nome di “Dolo” ed inoltre quella delle dolotiéres è una delle professioni femminili più antiche del Paese.

La bevanda, molto apprezzata dalla popolazione burkinabé e da molte altre dell’Africa dove è conosciuta con nomi diversi a seconda dei dialetti locali, viene prodotta artigianalmente con l’impiego del miglio fermentato: l’utilizzo di questo cereale è legato al fatto che questo si presta ad essere coltivato su terreni aridi e in aree semi desertiche come quella in cui è situato il Burkina Faso.

La semina del miglio per la preparazione del dolo si effettua ad inizio primavera. Una volta che è maturato, viene raccolto ed immerso in acqua per un arco di tempo che varia dalle 7 alle 10 ore: in questo modo il cereale, coperto con foglie di manioca o taro, ha la possibilità di germogliare. Successivamente viene lasciato asciugare al sole per tre giorni e una volta asciutto il miglio viene macinato, riposto in un recipiente con acqua e cotto per circa otto ore.

Il liquido ottenuto, che viene chiamato tossé, viene filtrato e ad esso si aggiunge il lievito, il composto viene quindi lasciato fermentare per una notte: il risultato è appunto il dolo, una bevanda semi-fermentata che nel tempo continua a fermentare facendo aumentare la gradazione alcolica.

Poiché non si conserva a lungo, viene venduto solo a livello locale e deve essere consumato poco dopo la sua produzione: questo, e la concorrenza delle birre industriali prodotte sia in Burkina Faso che importate, rende assai difficile la sopravvivenza di questa bevanda tradizionale: proprio la difesa della tradizione è il motivo principale per cui è nata l’associazione delle produttrici burkinabé di dolo.

LA BRAKINA

In Burkina Faso esiste infatti un importante birrificio, attivo dal 1960, di proprietà del gruppo francese Castel. Questo, oltre a proporre birre con il marchio della società d’oltralpe e altri prodotti brassicoli come Beaufort e Guinness, produce la birra nazionale Brakina che viene realizzata utilizzando il mais coltivato localmente con l’obiettivo di promuovere la filiera agricola nazionale.

La Brakina ha una bassa gradazione alcolica (4,2%) e per questo si adatta alle torride temperature di quella terra. Si presenta con un’abbondante schiuma e di colore oro chiaro e mette in risalto la dolcezza del malto senza però nascondere le note amare date dai luppoli utilizzati: la ricetta prevede anche l’utilizzo di alcuni aromi fruttati ed una carbonizzazione media del prodotto.

Un progetto importante quello portato avanti dal gruppo Castel in Burkina Faso per il quale, notizia riportata dai media francesi nel marzo di quest’anno, nel prossimo biennio saranno investiti ulteriori 45 milioni di euro. Nello stabilimento, che si trova vicino alla capitale Ouagadougou, per esempio lavorano oltre 1660 persone e lungo tutta la filiera, fra dipendenti diretti ed indiretti, fornisce lavoro a circa 500 mila burkinabé.

Una presenza motivata non solo da ovvi motivi economici e dall’impegno sociale volto a sviluppare l’agricoltura e a creare nuovi posti di lavoro, ma anche dal fatto che come abbiamo visto la produzione della birra, o dolo, ha radici nella tradizione popolare di quelle terre, è di gran lunga la bevanda più apprezzata e le donne la realizzano artigianalmente da sempre

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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