HomeBirraGiro del mondo in birra: Madagascar e la birra di banane

Giro del mondo in birra: Madagascar e la birra di banane

Il Madagascar è la nuova tappa del nostro tour brassicolo. Qui il gruppo francese Castel ha acquistato i due birrifici industriali: il Birrificio Star e il Nouvelle brasserie de Madagascar.

Dopo la tappa in Macedonia del Nord, dove viene prodotta la birra tradizionale conosciuta come ‘Boza’, il tour torna in Africa, lo sconfinato continente dove, come visto nelle precedenti puntate dedicate ai Paesi africani, si trovano svariati prodotti brassicoli realizzati nelle abitazioni che affiancano quelli industriali.

Questo è anche il caso del Madagascar, Paese nel quale, nonostante un territorio ricco di risorse (soprattutto petrolio), secondo il rapporto delle Nazioni Unite, il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà internazionale che, per convenzione, è fissata a 1,25 dollari al giorno.

Un tasso d’indigenza elevatissimo che, come avviene in diversi altri Stati africani di cui abbiamo parlato, incide negativamente anche sullo sviluppo del settore brassicolo industriale: come però abbiamo già avuto occasione di sottolineare, quest’area del mondo si trova al centro degli interessi commerciali dei grandi produttori della bevanda.

Questo aspetto è dovuto al fatto che, nell’ultimo decennio, in Africa i consumi sono cresciuti del 4% ed inoltre, secondo le stime, entro il 2025, in questo continente, si svilupperà il 30% del mercato mondiale della birra: queste sono le ragioni per cui il gruppo francese Castel, nonostante il contesto socio-economico drammatico, ha deciso di acquistare i due birrifici di dimensioni industriali presenti in Madagascar.

birra Tre Cavalli, Madagascar

Il primo ad essere fondato, nel 1953, è stato il birrificio Star, di proprietà transalpina dal 2011, situato nei pressi della capitale Antananarivo. Il prodotto di punta della casa, e leader del mercato interno, è la birra ‘Tre cavalli’: si tratta di una pils con una gradazione alcolica del 5% che si presenta di un intenso color giallo dorato.

Il secondo invece, che era stato fondato da una società belga nel 2010, è stato acquisito dal gruppo Castel nel 2014 e, nel giro di pochi anni, secondo le fonti, da una situazione pressoché fallimentare è arrivato a detenere quote di mercato superiori al 10%.

Si tratta della ‘Nouvelle brasserie de Madagascar’ situata ad Ambatolampy, piccolo comune della regione centrale del Paese. Il prodotto di punta della casa è la lager Skol realizzata seguendo i canoni dello stile americano: si tratta di una birra di color giallo paglierino che mette in risalto note maltate ed erbacee.

birra lager Sko, in Madagascar

Le pessime condizioni economiche della popolazione di cui abbiamo parlato in precedenza, impediscono alla maggior parte dei malgasci di acquistare tali prodotti e le poche birre d’importazione reperibili nel Paese (si tratta di quelle prodotte in Africa dalla stessa Castel e dagli altri colossi del settore come Heineken).

Questo comporta due conseguenze: la prima è che i due birrifici destinano la maggior parte della propria produzione alle esportazioni verso i Paesi africani con un’economia più sviluppata, la seconda è che la birra tradizionale, prodotta nelle abitazioni, domina la scena brassicola del Paese: stiamo parlando della birra di banane.

Conosciuta anche con il nome di ‘mbege’, si prepara con farina di miglio indiano germogliato e una speciale varietà di banana detta ‘ndizi ngombe’. La preparazione comporta un procedimento relativamente lungo e difficoltoso, nel quale, come primo passaggio, le banane vengono raccolte dalla pianta e conservate sopra un camino o appese al soffitto delle capanne tradizionali dove la temperatura è sufficientemente elevata da accelerare il processo di maturazione.

Quando il frutto è maturo (di solito occorrono 5-7 giorni), la buccia viene rimossa e la polpa viene bollita in acqua finché la mistura non assume una colorazione marrone rossastra: le banane mature sbucciate vengono cotte fino ad ammorbidirsi e lasciate raffreddare per 2-3 giorni.

A questo punto, la polpa di banana viene allungata con altra acqua e filtrata attraverso uno strato di erba della savana e felci sovrapposte a grandi foglie di banana poste su una vasca inclinata: il liquido filtrato viene fatto riposare per alcune ore prima di essere miscelato con della farina di miglio maltato.  La miscela viene quindi lasciata fermentare per 1-2 giorni fino ad ottenere una bevanda dal tenore alcolico relativamente elevato.

birra di banane, Madagascar

Spesso lo “mbege” fa parte della dote delle giovani spose e, in alcune comunità, viene servito in occasione di banchetti nuziali e cerimonie funebri: si tratta infatti di un prodotto tradizionale che viene realizzato da sempre, in diverse zone del Madagascar, ad ulteriore dimostrazione di come i prodotti brassicoli accompagnino da sempre la storia di popolazioni e civiltà di tutto il mondo.

Nicola Prati
Classe 1981. Subito dopo la maturità classica, inizia a collaborare con la ‘Gazzetta di Parma’ (2000): una collaborazione giornalistica che durerà otto anni. Contemporaneamente, dal 2005 al 2008, fa parte dell’ufficio stampa del Gran Rugby Parma. Successivamente, fra le altre esperienze lavorative, quella nell’ufficio comunicazione interna di Cariparma Credit Agricole e nella direzione relazioni esterne del gruppo Barilla. Le sue due più grandi passioni sono tutti gli sport e la musica. A queste, si aggiungono la lettura, i viaggi e la cucina. Collabora con ApeTime da gennaio 2021.

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