HomeInterviste Intervista a Costantino Rivieccio, consigliere in ABS Professional

 Intervista a Costantino Rivieccio, consigliere in ABS Professional

“Durante la miscelazione non lascio nulla al caso cercando di curare ogni dettaglio e senza mai dimenticare la comunicazione.”

Costantino Rivieccio è uno dei consiglieri in ABS Professional.

Costantino ci racconti un po’ di lei e del suo percorso professionale e di quando ha capito che quella del bartender sarebbe stata la sua professione?

Tutto ebbe inizio al liceo scientifico “Ernesto Basile” di Palermo, dopo due anni di studi mi resi conto che la mia vocazione era un’altra per questo mi iscrissi all’Istituto Alberghiero “Paolo Borsellino”.

Sono cresciuto in una famiglia di dipendenti presso una grande compagnia alberghiera, quindi giornalmente respiravo quell’atmosfera, ascoltavo i loro racconti e pertanto fu inevitabile rimanere folgorato da questo magico mondo.

Dopo la scuola cominciai i primi tirocini, poi le prime esperienze negli hotel luxury, fino a quando cominciò la mia avventura al Jolly Hotel di Palermo.

Iniziai con la qualifica più bassa, quella di commis, e i primi anni li feci al ristorante, ma da subito mi chiesero di fare alcune sostituzioni al bar e fu li che sbocciò l’amore!

Anche se solo per qualche apertura, entrai in quel magico mondo che è il bartending. Quindi in quel periodo capii che quella del barman sarebbe stata la mia professione!

In quel periodo oltre a lavorare in albergo facevo degli extra nei locali notturni della città.

C’è qualcuno che considera il suo maestro?

Uno dei barman a cui sono più affezionato e che sicuramente mi ha insegnato molto è Michele Cozzo.

Spesso durante le nostre giornate di lavoro mi raccontava le sue esperienze lavorative in giro per il mondo. Ascoltare i suoi racconti per me era come vedere un film d’autore.

Michele era sempre pronto a correggere e a spiegare e aveva un carisma non comune ed io ero affascinate dal suo modo di fare sempre così elegante. Se devo considerare qualcuno il mio maestro quello è il grande Mike!

Oggi lei è capo barman dell’NH Hotel di Palermo (ex Jolly Hotel), dove è l’erede di grandi barman che hanno fatto la storia del bartending, ce li può raccontare? Cosa gli hanno lasciato professionalmente?

Sulla pedana oggi calpestata da me, tanti altri grandi personaggi si sono succeduti.

Come non menzionare Lallo Merlotti, che con la sua simpatia riusciva a riempire sempre l’american bar dell’albergo. Franco Di Grusa altro mattatore del bartending di quei tempi, specializzato nella miscelazione all’americana.

Salvo Terrana che con le sue barzellette metteva a dura prova i fianchi dei clienti. Grandi professionisti della miscelazione che riuscivano sempre a mettere clienti e collaboratori a proprio agio. Sicuramente calpestare questo marciapiede dopo di loro è una grande responsabilità e come ripeto sempre “a loro sarò sempre grato per gli innumerevoli insegnamenti ricevuti”.

Lei ricopre il Ruolo di Consigliere in A.B.S. Professional, quanto è importante fare parte di un’associazione di categoria?

Questa è una delle più belle esperienze! L’associazione è una palestra formidabile, dove allenare il corpo e la mente.

Il posto naturale dove scambiare consigli tra colleghi e mantenersi sempre aggiornati sulle nuove tecniche di miscelazione e i nuovi prodotti in commercio.

La vita associativa ti porta dove non ti aspetti, faccio alcuni esempi: dentro la facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Palermo, con i ricercatori che studiano ogni tipo di botanica e frutta, anche tropicale; oppure nelle sagre di paese dove si cerca di valorizzare i prodotti del territorio.

Il contatto con i giovani è l’altro aspetto fondamentale in ABS che si concretizza sia con i corsi di formazione da noi svolti che nelle campagne di sensibilizzazione fatte in molti istituti superiori sul bere consapevolmente.

Spesso veniamo coinvolti dagli istituti alberghieri nell’organizzazione dei contest per studenti dove facciamo anche da giudici e simultaneamente cerchiamo di mettere al servizio delle nuove leve la nostra esperienza.

Negli ultimi anni siamo stati gli artefici di un contest mondiale chiamato “Open World Cocktail Competition” che ha riunito nella nostra città i più grandi professionisti del settore.

Periodicamente presenziamo a tutti gli eventi più importanti del bartending internazionale. Quindi concludo affermando che per me l’associazione è una seconda famiglia e quindi molto importante.

Secondo lei qual è una o più caratteristiche fondamentali che un barman deve possedere per riuscire a creare il cocktail perfetto al cliente giusto?

Quando un cliente si palesa al banco comincia un lavoro fatto di dialettica ma anche di sguardi ed empatia. Con discrezione cerco di capire cosa può ritenere interessante e faccio in modo di metterlo subito a proprio agio.

Magari dopo qualche chiacchera ed un sorriso sarà più facile capire cosa è che gli piace e cosa beve volentieri. Far stare bene i clienti viene prima di ogni cosa anche prima del drink stesso, profitto o di qualsiasi altro tornaconto. Spesso noi bartender dimentichiamo che siamo inseriti in un contesto di Hospitality!

Riguardo la drink list del suo bar, in base a quale criterio ha scelto i cocktail?

La maggior parte della mia clientela è internazionale, anche se ho uno zoccolo duro radicato a Palermo, quindi nel mio bar gli I.B.A. Cocktails la fanno da padrone.

Ovviamente inserisco qualche signature per quegli avventori avvezzi alla sperimentazione. Tuttavia la drink list spesso è solo un punto di partenza che ti porta a twistare i cocktails storici. I clienti più affezionati mi chiedono sempre “il solito drink” “Costantino faccia lei!”.

Nel momento in cui prepara un drink, cosa vuole trasmettere al cliente che lo ha ordinato, tenendo conto della combinazione dei sensi di vista, olfatto e gusto? 

Quello che traspare durante il servizio è la grande passione che ho per il mio lavoro. Spesso i clienti me lo fanno notare. Durante la miscelazione non lascio nulla al caso cercando di curare ogni dettaglio e senza mai dimenticare la comunicazione.

Provo sempre a spiegare quello che faccio e perché, parlo dei prodotti che utilizzo, di come sono fatti, della loro provenienza e se lo stesso è interessato racconto l’etimologia del drink.

Secondo lei quanto il bancone è un palcoscenico?

Il bancone è un palcoscenico e noi un po’ attori, l’importante è non esagerare e mantenere il cliente al centro dell’attenzione.

Per concludere questa chiacchierata le chiediamo uno dei suoi cocktail signature che troviamo nella sua drink list, magari raccontando ai nostri lettori come è nato e a cosa si è ispirato?

Il Signature al quale sono più affezionato è sicuramente il “Gusano in Love”.

Creato per un contest e ispirato al Messico (una delle mie nazioni preferite) e ai tropici. In questo drink si sposano mezcal, orange curacao, passion fruit e lime. Inserito in lista due anni fa ne ho venduti a migliaia.

Ringrazio la redazione di Ape Time per questa bella chiacchierata.

Leggi anche: Intervista a Salvatore Muscarella, socio fondatore ABS Professional

Scopri tutti i migliori Fornitori del settore Ho.Re.Ca. sul nostro nuovo portale

Redazione ApeTime
Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
ApeTime è un sistema di portali digitali e profili social dedicati a Bar, Ristoranti e Hotel che propongono Cocktail, Aperitivi, Food, Beverage, Hospitality e a tutte le aziende fornitrici del settore Ho.Re.Ca.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Dolce Salato