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Mercato vino italiano: nuove esigenze e rivoluzione Green

Il mondo del vino italiano tra vincoli e occasioni Europee, nuove esigenze dei consumatori, commercio online e rivoluzione Green.

Questi i temi salienti del rapporto Nomisma Wine Monitor, al centro del talk Vivite organizzato a Roma dal Settore Vitivinicolo di Alleanza delle cooperative e condotto dalla giornalista del Tg1 Anna Scafuri.

Secondo il rapporto citato, oltre il 50% delle cooperative vitivinicole ha già svoltato verso una viticoltura più biologica, riducendo i concimi chimici, valorizzando sottoprodotti una volta considerati scarto o attraverso altre scelte comunque orientate al green. I vigneti bio sono più che raddoppiati in dieci anni in Italia, che è leader europea in questo campo con una superficie interessata del 17,8%, contro il 14,9% della Spagna e il 14,7% della Francia. La maggior parte delle coop vitivinicole si dichiara inoltre favorevole ad accelerare, nei prossimi due-tre anni, sul percorso della transizione ecologica.

Interessante notare che la spinta, più ancora che da fondi o imposizione europee, venga dall’orientamento dei consumatori: secondo lo studio infatti un italiano su dieci dichiara di aver acquistato del vino sostenibile nell’ultimo anno, e il 25% degli italiani rivelano attenzione verso le etichette che mostrano certificazione biologica o altre dichiarazioni di qualità e attenzione ambientale; i consumatori si dichiarano anche disponibili a spendere in più per del vino che garantisca queste caratteristiche.

vigneto

Altro punto di svolta: il vino bio, viene ora anche ritenuto organoletticamente migliore, a differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa, quando questa percezione era all’opposto.

“La sostenibilità non è una moda – ha detto Luca Rigotti, coordinatore del settore vino di Alleanza cooperative Agroalimentare e presidente di Mezzacorona – e lo strumento cooperativo è particolarmente vocato per questa nuova sfida, anche perché ha la possibilità di agire sulle varie fasi della filiera. Sicuramente le nostre imprese hanno bisogno di essere dinamiche e hanno bisogno delle dotazioni previste dal Pnrr. Sta a noi cogliere le possibilità che ci vengono proposte”.

Oltre a focalizzare l’attenzione sulle scelte ecologiche già in atto e quelle previste e possibili attraverso gli strumenti del Pnrr, lo studio ha focalizzato l’attenzione sul boom dell’e-commerce del vino, ritenuto da tutti ormai il futuro; i dati confermano la crescita costante, una crescita che era già a tripla cifra nel 2020, e che nel primo semestre del 2021 fa segnare addirittura un più 310%.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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