HomeEditorialeThe Gin Day, il bilancio della decima edizione

The Gin Day, il bilancio della decima edizione

Siamo onesti. Non stupisce che diverse grandi aziende abbiano deciso di non investire nella decima edizione del The Gin Day. E non è tanto una questione di guerra, inflazione, difficoltà logistiche di produzione o approvvigionamento. Il problema è che il troppo stroppia.

Solo a maggio (tre mesi fa, quindi) si sono tenuti in Italia due bar convent, prima a Milano e poi a Roma: Mixology Experience e Roma Bar Show.
Due belle manifestazioni che, però, rischiano di prosciugare le risorse degli operatori e che di certo non rafforzano il sistema del nostro Paese. Perché? Semplice, sono in competizione.

A partire dalla bizzarra programmazione, che divide e frammenta il mercato: in calendario una dietro l’altra, a distanza di circa un mese. Troppo vicine per essere entrambe una vetrina utile a produttori e distributori.
Eppure, dopo due anni di blocco quasi  totale, le aziende a maggio 2022 hanno investito su entrambe le piazze (più su Roma che su Milano, se vogliamo dirla tutta, che comunque ha ottenuto buoni riscontri) e presentato tutti i loro nuovi prodotti.
Solo alcune realtà piccole, per motivi di budget, hanno mancato entrambi gli appuntamenti. Di fatto, la maggioranza delle aziende, o su o giù, c’è stata.

Luca Pirola ideò con Agostino Perrone, Dario Comini e Dom Costa prima il gruppo Bartender.it e poi The Gin Day. Fu il primo evento dedicato al mondo del gin e aiutò lo sviluppo del mercato e della II Golden Age della mixology italiana.

E oggi? La decima edizione del The Gin Day si ricorderà per il cambio di location (è approdato al Superstudio Più di via Tortona 27. Bellissima location, ma scomoda dal punto di vista logistico in particolare per il parcheggio), i tre corner bar a tema (Martini Cocktail Lounge, Negroni Bar e Gin Tonic Bar), l’assenza delle aziende “big”, la moltitudine di piccole e medie imprese con gin a km0 del territorio e sostenibili e l’assenza di tre dei 4 fondatori della manifestazione.

Per concludere, la kermesse (www.theginday.it) è specchio dei tempi. Che sono segnati dal boom dei gin del territorio, dei gin “brandizzati” prodotti conto terzi (da Trussardi a Vincenzo Donatiello, pluripremiato sommelier e maître, ex punto di riferimento del ristorante a tre stelle Piazza Duomo di Alba di Enrico Crippa), dalle fazioni e … dal pullulare di eventi a tema mixology.

 

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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