HomeEditorialeTorteria di Chivasso, è giusto mantenerla chiusa per motivi di salute?

Torteria di Chivasso, è giusto mantenerla chiusa per motivi di salute?

La titolare della Torteria di Chivasso ha contravvenuto alle norme. Non c’è da discutere.
Da discutere invece è la decisione di non permetterle di riaprire

La Torteria di Chivasso nei mesi scorsi è balzata spesso sulle pagine di cronaca per via delle manifestazioni di protesta della titolare Rosanna Spatari.

E si è fatta notare al punto che la Torteria di Chivasso nell’immaginario mediatico è diventata simbolo del locale dei negazionisti. Quindi ci sta che sia stata chiusa per inadempienza alle restrizioni in vigore.

Ma perché deve restare chiusa ora? Secondo il giudice, i precedenti comportamenti della Spatari non garantiscono che siano rispettate le limitazioni in vigore all’interno dei locali pubblici. Così ha optato per lo stop all’attività a tempo indeterminato. Cosa ne pensi?

Il futuro della Torteria di Chivasso passa ancora dal tribunale. La titolare potrà fare ricorso in Cassazione, anche se sembra sia irrisolto il problema delle multe comminate dalle forze dell’ordine al locale per le ripetute violazioni dei provvedimenti dell’autorità che pare non siano state pagate.

Per riassumere, la titolare in passato ha infranto la legge. E per questo è stata punita. Ma ora viene punita in modo preventivo.

La mia opinione? La nostra Costituzione continua a essere calpestata in virtù della salute pubblica.
Eppure, nessuna norma né legale né costituzionale afferma che il diritto al lavoro sia di livello B rispetto al diritto alla salute.

E forse a qualcuno sfugge che la salute passa anche dal benessere psicologico ed economico delle persone.
Penso che sarebbe auspicabile l’intervento delle associazioni di categoria. È un precedente molto pericoloso al di là di essere un’ingiustizia per la Spatari.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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