HomeVino“Un point c’est tout!": allarmante documentario su grandi vigneti

“Un point c’est tout!”: allarmante documentario su grandi vigneti

Momenti difficili per la produzione del vino: ha fatto scalpore il documentario “Un point c’est tout! (Punto e basta!)” del vivaista Lilian Bérillon che racconta di come molti grandi vigneti, da cui nascono vini unici, stiano andando incontro a degrado e morte.

Tempi duri per il vino e la sua produzione, se la California pensa di estirpare decine di migliaia di ettari di vigneto (ma si tratta tutto sommato di una tradizione recente in quella terra), fa molta più notizia il fatto che qualcosa di simile avvenga anche in Francia dove si parla di ridurre anche la superficie coltivata a vite per riequilibrare la domanda e l’offerta (in calo ormai consolidato); ha fatto poi scalpore negli ultimi giorni l’uscita del documentario “Un point c’est tout! (Punto e basta!)” del vivaista Lilian Bérillon che racconta di come molti grandi vigneti, da cui nascono vini unici, stiano andando incontro a degrado e morte.

Solitamente il principale responsabile di questa situazione viene identificato nel cambiamento climatico, ma inizia a mostrarsi all’orizzonte anche un altro problema, ovvero il fatto che le grandi coltivazioni estensive di viti, incrementate in pochi anni, si basano tutte su un pochi cloni di vite, riprodotti praticamente all’infinito in modo industriale, e che anche per questo son di fatto incapaci e impossibilitate a invecchiare, e dunque terminato il loro breve ciclo produttivo muoiono.

documentario "un point c'est tout!" di Lilian Bérillon

Ora che la curva produttiva delle piante di molti vigneti giunge al declino dunque, e che non c’è tanto interesse a sostituire e rinnovare, ecco che appare all’orizzonte questa nuova crisi. Altro aspetto su cui si sofferma il documentario è che le viti prodotte in questa maniera standardizzata e un po’ industriale, non garantiscono la piena espressione del terroir, e spingono nella direzione di un prodotto sempre più uniforme indipendentemente da dove e come sia coltivato. L’allarme lanciato dunque dal documentario, condiviso da molti grandi uomini del settore, è quello di cambiare presto strada per tornare verso soluzioni più rurali e meno industriali. “C’è ancora speranza – ha dichiarato per esempio Jean Louis Chave (del Domaine Jean Louis Chave nella valle del Rodano) – però il tempo stringe perché ogni anno muoiono sempre più viti ancora molto giovani. Un vero e proprio dramma quando si sa che sono le vecchie vigne “di almeno 40 anni”, come ha ricordato Lalou Bize Leroy (Domaine Leroy, Borgogna) che fanno i grandi vini”.

CONTINUA A LEGGERE

TROVA NUOVI FORNITORI DI VINO

Redazione ApeTime
Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
ApeTime è un sistema di portali digitali e profili social dedicati a Bar, Ristoranti e Hotel che propongono Cocktail, Aperitivi, Food, Beverage, Hospitality e a tutte le aziende fornitrici del settore Ho.Re.Ca.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Dolce Salato