HomeCuriositàAlexander, Grasshopper, Tequila Sunrise... fra baseball e rock'n'roll

Alexander, Grasshopper, Tequila Sunrise… fra baseball e rock’n’roll

Nuova puntata del viaggio di ApeTime alla scoperta delle origini dei nomi dei più famosi cocktail internazionali. Qui parliamo di Alexander, Grasshopper e Tequila Sunrise.

Tre drink, tre storie diverse e lontane fra loro ma che si intrecciano con sport, leggende e musica dell’epoca in cui questi tre cocktail sono stati creati. Vediamo allora perché Alexander, Grasshopper e Tequila Sunrise si chiamano così.

Alexander

Alexander

Cocktail parte della lista ufficiale Iba sin dalla prima edizione del 1961 (salvo una momentanea esclusione con la quarta, dal 2004 al 2011), poco si sa sulle sue origini se non che sono certamente precedenti al 1916, quando una prima ricetta simile all’attuale venne pubblicata in “Recipes for mixed drinks” di Hugo Ensslin. Secondo una prima teoria, l’Alexander sarebbe stato creato da un ignoto bartender di Filadelfia in occasione delle World Series di baseball che si tennero in quella città nel 1915, e venne così chiamato in onore del lanciatore di Filadelfia Grover Celeveland Alexander (per la cronaca, la squadra locale fu sconfitta da Boston).

Un articolo pubblicato nel 1929 su un giornale di New York attribuisce invece la paternità del drink a Troy Alexander, un bartender newyorkese che lavorò in un ristorante di nome Rector’s prima del Proibizionismo e che lo avrebbe creato per una cena che celebrava una campagna pubblicitaria di successo della compania ferroviaria Delaware, Lackawanna and Western Railroad. Secondo la leggenda, Alexander avrebbe realizzato il cocktail con la crema di latte ispirandosi al vestito bianco della mascotte della società, Phoebe Snow.

Grasshopper

Grasshopper

Anche in questo caso vi sono diverse leggende sulla nascita del cocktail. Una ne attribuisce la creazione a Philibert Guichet Jr, proprietario del ristorante Tujague’s di New Orleans, che attorno al 1919 avrebbe vinto con questo drink il secondo premio in una prestigiosa competizione a New York, anche se non esiste oggi alcun documento che lo confermi.

Stando ad alcuni articoli pubblicati da giornali americani nel 1950, invece, il Grasshopper sarebbe nato verso la fine degli anni ’40 in un locale di Milwaukee. Fatto sta che il nome, che in inglese significa “cavalletta“, è legato con ogni probabilità al colore verde di questo cocktail, dato dalla presenza della crema di menta.

Tequila Sunrise

Tequila Sunrise

Un cocktail chiamato Tequila Sunrise sarebbe stato servito per la prima volta all’inizio degli anni ’30 nell’hotel Agua Caliente di Tijuana, in Messico, e il nome richiamerebbe l’ingrediente principale – il tequila, distillato nazionale messicano – e l’alba (sunrise in inglese), forse perché sarebbe stato preparato per un cliente rientrato in albergo dopo una gita nel deserto dell’entroterra, dove sarebbe stato affascinato dallo spettacolo del sole nascente.

Poco attendibile, invece, la teoria secondo la quale il Tequila Sunrise sarebbe stato creato a cavallo degli anni ’30 e ’40 da Gene Sulit, bartender del Wright bar dell’Arizona Biltmore Resort di Phoenix, dal momento che all’epoca il bar non era operativo a causa del Proibizionismo.

Per completezza, va detto che l’attuale ricetta fu messa a punto nel 1970, come variante di quella originaria, da Bobby “Robert” Lozoff, allora giovane bartender del Trident a Sausolito, in California. Che, due anni dopo, fece assaggiare il drink a Mick Jagger, in città per una festa che celebrava l’inizio di un tour americano dei Rolling Stones: il frontman della rock band rimase colpito dal cocktail, tanto che volle chiamare la tournee del ’72 “Cocaine and Tequila Sunrise Tour“. L’anno successivo, poi, gli Eagles pubblicarono il brano intitolato proprio “Tequila Sunrise”, che sarebbe diventato uno dei loro più grandi successi.

Leggi anche:

Sesso in spiaggia, rose e vecchio stile: perché i cocktail si chiamano così

Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Dolce Salato