HomeBirraGiro del mondo in birra. In Lituania, dove il consumo è sorprendente

Giro del mondo in birra. In Lituania, dove il consumo è sorprendente

Il nostro giro del mondo alla scoperta della birra, dopo la tappa in Laos, torna in Europa. Precisamente sulle sponde del mar Baltico, in Lituania. Dove, come nella vicina Estonia, questo fermentato fa parte della tradizione. Non a caso è il settimo Paese al mondo per consumo pro capite.

Secondo i dati riportati dal World beer index 2021 in Lituania si consumano 349 litri di birra pro capite all’anno. Questo dato è diretta conseguenza del fatto che, da qualche anno, è iniziata la rivoluzione artigianale dei prodotti brassicoli: molti giovani locali infatti, stanchi dei soliti sapori offerti dalle bevande industriali sia importate che autoctone, hanno iniziato a produrre nuove birre (soprattutto d’ispirazione americana) nei garage e nelle cantine delle proprie abitazioni.

Un’intraprendenza che, in molti casi, ha dato vita a prodotti di qualità: lo dimostra il fatto che queste birre, in breve tempo, sono riuscite ad imporsi sia sul mercato interno che su quelli esteri venendo esportate anche in diversi Paesi d’Europa fra cui l’Italia.

Sakiskiu birra in LituaniaUn successo, quello della birra artigianale lituana, che si spiega anche grazie al fatto che i piccoli produttori locali, una volta avviati dei veri e propri piccoli birrifici, hanno saputo coniugare in modo ottimale quanto previsto dalle ricette tradizionali con i prodotti offerti dal loro territorio quali ginepro, muschio, betulla, segale ed avena.

Una produzione di qualità riconosciuta a livello internazionale. Tanto che il New York Times, nel 2013, ha inserito tra i luoghi da visitare in tema birrifici non solo la capitale estone Tallinn, ma pure la lituana Vilnius e tutto il Paese grazie ai suoi oltre 200 piccoli birrifici sparsi sul territorio.

La scelta quindi è davvero ampia: nei pub e nei ristoranti si trovano sempre Švyturys e Kalnapilis, i birrifici industriali più famosi del Paese. Il primo è stato fondato nel 1784 da una famiglia di mercanti e oggi è di proprietà del gruppo Carlsberg, la fondazione del secondo, ad opera di un proprietario terriero tedesco, invece risale al 1902.

birra Lituania
birra lituana Švyturys

BIRRA ARTIGIANALE IN LITUANIA

Nel Nord del Paese si produce una delle etichette più note, la “kaimiškas alus”. Siamo vicini alla città di Biržai e parliamo di una birra di malto d’orzo, fermentata naturalmente, cruda, il cui intero processo di produzione si svolge a livello familiare e secondo un metodo tradizionale.

Si presenta di un colore che varia dal giallo-dorato al bruno-dorato e ambrato. Quando viene versata in un boccale, solitamente forma una corona di schiuma bianca e compatta con un’ elevata torbidità data dal sedimento di lievito. Al palato si percepisce un intenso sapore di birra di malto, il sapore caratteristico del luppolo con note di lievito, bacche, caramello, nocciole, erbe e agrumi.

I piccoli birrifici rurali di quest’area, in passato, producevano anche nell’illegalità a causa del regime comunista sovietico che aveva nazionalizzato l’intera produzione e addirittura standardizzato le ricette e le tipologie di birra disponibili: di fatto era ammessa la produzione delle sole birre industriali Švyturys e Kalnapilis.

birra lituania

La Lituania è stata la prima nazione, fra quelle baltiche, ad ottenere l’indipendenza (nel 1991) e con essa la produzione di birra è ripresa in maniera più massiccia e soprattutto alla luce del sole, mantenendo e dando nuova linfa alla sua lunga tradizione brassicola che non ha nulla da invidiare a quella degli altri Paesi baltici.

Fra gli altri piccoli birrifici nati negli ultimi anni, e maggiormente apprezzati secondo il portale Rate Beer, citiamo il Sakiskiu, il Midus e l’Apynys. Insomma, torneremo a parlare della craft beer revolution lituana.

Detto ciò, una riflessione.
La produzione brassicola artigianale è in grande espansione in ogni angolo del pianeta e si moltiplicano i prodotti di qualità.

Nicola Prati
Classe 1981. Subito dopo la maturità classica, inizia a collaborare con la ‘Gazzetta di Parma’ (2000): una collaborazione giornalistica che durerà otto anni. Contemporaneamente, dal 2005 al 2008, fa parte dell’ufficio stampa del Gran Rugby Parma. Successivamente, fra le altre esperienze lavorative, quella nell’ufficio comunicazione interna di Cariparma Credit Agricole e nella direzione relazioni esterne del gruppo Barilla. Le sue due più grandi passioni sono tutti gli sport e la musica. A queste, si aggiungono la lettura, i viaggi e la cucina. Collabora con ApeTime da gennaio 2021.

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