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Lombardia Beer Fest, a Milano a settembre si beve la migliore birra artigianale

Degustazioni, incontri e lezioni sul mondo della birra artigianale di qualità. Ecco l’essenza di Lombardia Beer Fest, il festival della birra Milano dedicato ai birrifici artigianali italiani, ospitato nella Piazza coperta più grande d’Europa.

Quindi, che attendersi? Beh, troverai birre artigianali di qualità, cibo di strada dei Food Truck selezionati da STREEAT (European Food Truck Festival e Musica, curata da Barley Arts), occasioni di assaggi, presentazioni di novità. E tanta, tanta, musica. La quarta edizione del Lombardia Beer Fest torna in scena dal 15 al 18 settembre, a ingresso libero, e sarà più ricca che mai.

Lombardia Beer Fest
I NUMERI
del Lombardia Beer Fest

  • 12 Birrifici Artigianali Italiani confermati
  • 5 Food Truck selezionati da STREEAT – European Food Truck Festival
  • 1 Cucina professionale in acciaio attrezzata per servire migliaia di piatti di Cacio e Pepe Festival – Milano – 4a edizione
  • 1 postazione professionale dedicata unicamente alle tante amate Patatine Fritte (NEW!)
  • 4 giorni aperti alla day per godere appieno di tante emozioni, in compagnia e all’aperto, ma al coperto.
  • Oltre 40 ore di musica selezionata da Claudio Trotta della storica Barley Arts.
Lombardia Beer Fest® – 15-16-17-18 Settembre – Milano
Piazza Città di Lombardia
Milano

I marchi di birra più venduti nel 2022

Classifica birre con più alto valore al mondo:

  • Corona (Messico – 7,0 miliardi di dollari)
  • Heineken (Olanda – 6,9 miliardi di dollari)
  • Budweiser (USA – 5,6 miliardi di dollari)
  • Bud Light (USA – 4,5 miliardi di dollari)
  • Modelo (Messico – 3,9 miliardi di dollari)
  • Snow (Cina – 3,6 miliardi di dollari)
  • Miller Lite (USA – $ 2,9 miliardi)
  • Coors Light (USA – 2,9 miliardi di dollari)
  • Kirin (Giappone – 2,8 miliardi di dollari)
  • Asahi (Giappone – 2,5 miliardi di dollari)

Secondo questo rapporto quindi è il marchio messicano Corona ad avere il maggior valore di mercato al mondo, con un totale di ben 7,0 miliardi. La seconda classificata, Heineken, ha ridotto il vantaggio con una crescita del valore del marchio del 23% quest’anno ed è valutata a 6,9 miliardi di valore. Il marchio che ha fatto registrare la performance migliore nel 2022 è Desperados (gruppo Heineken) che è cresciuto del 57% raggiungendo un valore di 564 milioni di dollari ma nonostante questo non è entrato nella la top ten (42° posto).

birra Desperados

Infine, tratti dai più recenti dati di vendita disponibili, questi sono i marchi di birra più  venduti a volume nel mondo: dati di GlobalData Consumer (riferiti al 2021).

  • Snow (Cina – volume sul mercato mondiale: 5,4%)
  • Tsingtao (Cina – volume sul mercato mondiale: 2,8%)
  • Bud Light (USA – volume sul mercato mondiale: 2,5%)
  • Budweiser (USA – volume sul mercato mondiale: 2,3%)
  • Skol (Brasile – volume sul mercato mondiale: 2,1%)
  • Yanjing (Cina – volume sul mercato mondiale: 1,9%)
  • Haineken (Olanda – volume sul mercato mondiale: 1,5%)
  • Harbin (Cina – volume sul mercato mondiale: 1,5%)
  • Brahma (Brasile – volume sul mercato mondiale:  1,5%)
  • Coors Light (USA – volume sul mercato mondiale: 1,5%)

Nonostante venga venduta praticamente in un solo paese, la Cina, la birra Snow è la birra più popolare fin dal lontano 2005, quando il suo volume di vendita è esploso del 573%, ovvero da quando nel paese asiatico (con 1,4 miliardi circa di abitanti) è cresciuta esponenzialmente la passione per l’antica bevanda.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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