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Mercato acque minerali e leadership italiana negli USA

Secondo il Mineral Water Monitor di Nomisma le esportazioni italiane hanno subito una battuta d’arresto dell’11%, l’e-commerce invece raddoppia il giro d’affari.

A sentire il Mineral Water Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato delle acque minerali, le notizie non sono buone. Dopo una crescita che durava ininterrottamente da oltre dieci anni (+101% tra il 2010 e il 2019), le vendite oltre frontiera delle nostre acque hanno subito una battuta d’arresto dell’11% (a valori). Unica nota rassicurante, siamo andati meglio del nostro top competitor, la Francia, che ha ridotto le esportazioni del 15%, vedendosi in tal modo assottigliare il vantaggio nei nostri confronti da 211 Milioni di cinque anni fa , ai 111 di oggi.

La concorrenza alle acque italiane non parla solo francese: tra i top esportatori mondiali figurano anche paesi come la Georgia (101 milioni di euro di export nel 2020) e le Fiji (121 milioni di euro), entrambi produttori di acque minerali di qualità particolarmente apprezzate in alcuni mercati come la Russia nel primo caso e Stati Uniti in merito al prodotto proveniente dalle Fiji.

USA PRIMO MERCATO PER LE ACQUE ITALIANE

Negli ultimi anni l’Italia – grazie alla qualità delle sue acque e alla presenza di brand dalla forte notorietà  – ha performato meglio dei propri competitors stranieri, incrementando la propria quota di mercato e confermando la propria leadership in alcuni mercati. È questo, ad esempio, il caso degli USA, primo mercato al mondo per importazioni di acque (461 milioni di euro di import) – dove l’Italia detiene una market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante (89% dell’export totale italiano a valore) – e l’unico tra i top importatori ad aver registrato una crescita degli acquisti dall’estero anche nel 2020 (+6,8%). Altrove invece a causa della pandemia tutti i mercati hanno registrato una contrazione delle importazioni di settore: Germania (-4,7%), Giappone (-6,7%), UK (-18,6%).

MERCATO GDO E L’E-COMMERCE

Focalizzandoci sul mercato interno la situazione, secondo i dati NielsenIQ, partner di Nomisma nell’Osservatorio Mineral Water Monitor, il 2020 si è chiuso con una sostanziale stazionarietà delle vendite in GDO in valore (-0,2%) a cui è corrisposto solo un leggero incremento sul fronte dei volumi (+1,6%). Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la comodità di ricevere la spesa direttamente in casa hanno dato un forte impulso alle vendite online, che sono quasi raddoppiate sia in quantità (+94,5) che in volume (+92,5%) tra il 2019 e 2020, con trend positivi che hanno coinvolto tutte le categorie. Seppur il peso dell’e-commerce sul totale off-trade è raddoppiato, resta ancora marginale essendo pari ad appena il 2%. Soffrono profondamente le vendite nell’Horeca, canale di riferimento soprattutto per i consumi delle acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro a causa delle chiusure (o limiti di orari) di bar e ristoranti, del crollo dei flussi di turistici e del diffondersi dello smart working con conseguenti “pause pranzo” fuori ufficio.

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