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Ritornano su scala mondiale i classici stili birrari

Birra, il ritorno degli stili classici di origine inglese e tedesca: un fenomeno su scala mondiale, dall’Europa agli Stati Uniti.

Da qualche tempo, in Italia ed in tutto il mondo, per quanto riguarda il settore brassicolo, stiamo assistendo al ritorno di fiamma, sia da parte dei produttori che degli appassionati dell’antica bevanda, per gli stili semplici e tradizionali: sono i grandi classici che hanno caratterizzato e dominato centinaia di anni di storia della birra.

Tutto è cominciato con le lager tedesche che, dopo essere state quasi snobbate per anni (a parte qualche eccezione), sono tornate al centro delle scelte di birrifici e pub: il processo è stato sicuramente favorito anche dall’ascesa internazionale di birre appartenenti a questa categoria, ma poi, in poco tempo, il fenomeno si è allargato ad altre tipologie a bassa fermentazione quali bock, helles, rauchbier e keller.

Pur con alcune distinzioni, questo fenomeno ha permesso di tornare ad apprezzare   il concetto di birre buone per ogni occasione, rendendo più eterogena l’offerta dei locali e fornendo un’alternativa agli stili dominanti (in particolare quelli fortemente luppolati e le ipa).

Successivamente, la tendenza ha coinvolto anche le tipologie tradizionali della Gran Bretagna, con la riscoperta di stili brassicoli che, fino a poco tempo prima, sembrava impossibile riproporre nei pub e nei brew shop dato che erano assai poco richiesti: si tratta delle bitter e delle mild.

birra inghilterra

Prima di proseguire, è necessario fare una precisazione: le birre luppolate di stampo moderno continuano a dominare il mercato non essendo questa nuova tendenza ancora sviluppatasi appieno. Tuttavia, rispetto a pochi anni fa, vi è maggiore spazio per le birre classiche a bassa fermentazione e per gli stili tradizionali di stampo inglese e tedesco: lo dimostra il fatto che alcuni birrifici italiani ed europei nati recentemente si sono specializzati quasi esclusivamente su tali specialità.

Un articolo pubblicato su una rivista di settore americana, sottolinea il grande successo che stanno avendo negli Stati Uniti alcuni stili classici della tradizione d’oltremanica come dark mild, golden ale e cask ale: negli Usa, infatti, vi sono diversi produttori che si sono specializzati su queste tipologie e locali devoti alla cultura birraria britannica che propongono anche menu dedicati.

Nel pezzo viene spiegato come: ‘la crescente popolarità delle birre di stampo inglese tra i professionisti della birra artigianale americana e dei suoi consumatori potrebbe essere un gesto di “reazione”. Dopo anni di dominio delle Ipa luppolate, alcuni appassionati, infatti, potrebbero aver deciso di provare stili differenti: facile trovare nell’attrazione per queste birre elementi di stanchezza verso il luppolo’.

Si sottolinea inoltre che: ‘le classiche tipologie britanniche sono più leggere di molte Ipa artigianali per quanto riguarda il contenuto alcolico e offrono aromi più sfumati e sottili. Con una gradazione alcolica capace di scendere anche al 3%, queste birre possono essere consumate anche a pranzo oppure durante l’aperitivo: in sostanza, riportano la birra alle sue radici’.

Questo sviluppo è favorito anche dallo storico legame che hanno gli Stati Uniti con il Regno Unito. Nell’articolo appena citato, sono riportate anche le dichiarazioni di molti dei protagonisti del fenomeno che sottolineano il fascino di alcune birre: un’ attrazione data anche dalla secolare tradizione di questi stili brassicoli.

Da un certo punto di vista questa non è una novità (tutto quello che fa parte del passato possiede una certa forza attrattiva), ma l’aspetto davvero interessante della vicenda è che la tendenza in atto sembra incontrare i gusti del mercato, restituendo la giusta importanza (anche commerciale) a tipologie snobbate per molto tempo.

birra

Questi sono stili che occupano un ruolo centrale nella storia dell’antica bevanda: in essi è insito l’autentico concetto di birra, quello originale, che si può far risalire al celebre editto sulla purezza, il Reinheitsgebot, che obbligava i mastri birrai ad utilizzare nelle loro produzioni solo orzo, luppolo e acqua.

Il cambiamento in atto a livello mondiale nell’offerta birraria quindi non deriverebbe tanto da una tendenza del momento, ora focalizzata sulle birre britanniche e sulle lager tedesche, quanto dalla risposta ad una richiesta di consumo che è differente rispetto al passato.

Chiaramente, è difficile poter comprendere fino in fondo se si tratta di una moda oppure di esigenze reali derivanti dalle mutate preferenze degli appassionati: con ogni probabilità, la risposta è un mix fra questi due fattori, le cui percentuali variano di volta in volta a seconda del mercato che si prende in esame.

L’aspetto che colpisce maggiormente è il fatto che la stessa esigenza sia avvertita in modo simile tanto negli Stati Uniti quanto in Italia: due paesi distanti non solo geograficamente, ma molto diversi tra loro anche quando si parla di produzione e consumo di birra artigianale.

Al di là delle mode del momento, è quindi possibile che la tendenza sia davvero globale, che realmente tanto negli USA come nella nostra penisola e nel resto d’Europa si avverta la necessità di tornare a degustare gli stili classici delle grandi scuole brassicole?

La risposta, molto probabilmente, è affermativa e tale trend è dovuto all’ evoluzione dei gusti degli appassionati dell’antica bevanda di tutto il mondo: è possibile infatti che, a livello globale, si stia creando una maggiore consapevolezza sulle peculiarità che devono possedere le birre per essere realmente tali al di là dell’appartenenza  ad un determinato stile.

Questo incide profondamente sullo sviluppo attuale del mercato birrario portandolo a rivisitare la propria offerta e a riproporre quegli stili che hanno fatto la storia del moderno mondo brassicolo a partire dall’Europa: vecchio continente nel quale, per secoli, ci si è attenuti con scrupolo all’idea originale di birra.

Redazione ApeTime
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