HomeCronacaDue domande pensando a ottobre. Aspettiamo le vostre risposte

Due domande pensando a ottobre. Aspettiamo le vostre risposte

Vi fo due domande. E no. Non voglio fare l’uccellaccio del malaugurio. Però…

Beh. Tuttavia, si tratta di una curiosità lecita. Anzi, di due domande lecite.

Premessa necessaria. Ovviamente, mi auspico un ottobre più sereno di quello del 2020. E credo che sarà così. Anche perché abbiamo buoni motivi per confidare in un futuro meno cupo. Grazie ai vaccini, chi anche si ammalasse non dovrebbe avere gravi conseguenze, né essere ricoverato in ospedale. Non è poco.
Ma sarei disonesta (e miope) se non osservassi che la narrazione giornalistica mantiene ancora altissima la paura. E, di conseguenza, il sospetto che si possa tornare indietro.
1. Che cosa ti aspetti accadrà a ottobre?
2. Ipotizziamo venissero imposte nuove restrizioni penalizzanti il mondo dell’ospitalità. Che cosa faresti? Ti adegueresti o manterresti aperto a prescindere dalla legge?
Io ho fatto queste domande in giro per Milano. In diversi mi hanno detto: “Io aprirei comunque”. Vedremo…
Comunque, l’insofferenza è palpabile e la consapevolezza di avere poco da perdere è diffusa.
È un articolo di cronaca, non un editoriale.
Mi fermo qua.
Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di distillati and cocktail bar, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it con articoli, video e foto. Giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo corso italiano di Spirits and Drink Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato e spirits del magazine di ApeTime.

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