HomeBirraGiro del mondo in birra: Repubblica Democratica del Congo

Giro del mondo in birra: Repubblica Democratica del Congo

Continua il tour in giro per il mondo alla scoperta della mondo brassicolo. Questa volta vi parliamo della Repubblica Democratica del Congo.

Non solo prodotti industriali, come la birra Primus e Tembo, ma sono presenti anche produzioni artigianali come la kasiksi la birra ottenuta dalle banane.

Nuova tappa in Africa per il tour brassicolo mondiale: un continente dove, come visto in Paesi quali l’Angola, il Burundi ed il Camerun, la birra occupa da sempre un ruolo di grande importanza presso le varie comunità etniche. Questa bevanda infatti viene prodotta ovunque anche artigianalmente e viene consumata quotidianamente ed in occasione d’importanti ricorrenze sia pubbliche che private, come i banchetti nuziali.

Vi sono poi aree di questo sconfinato territorio dove una birra in bottiglia, sia di marchi internazionali che locali, assume un ruolo ancora più importante dato che viene venduta a prezzi inferiori rispetto a quella contenente una medesima quantità d’acqua: questo succede nella Repubblica Democratica del Congo, una delle Nazioni più povere del mondo dove la maggior parte della popolazione vive con due dollari al giorno.

Il Paese subsahariano infatti si trova in una situazione paradossale per quanto riguarda ’l’oro blu’ dato che, pur essendo quello situato in Africa centrale a disporre delle maggiori risorse idriche, l’acqua potabile è disponibile solo per il 52% della popolazione: la causa di questo è da ricercare nei numerosi e violenti conflitti interetnici che hanno interessato queste terre, rallentando o addirittura bloccando lo sviluppo economico ed infrastrutturale, dopo l’indipendenza dal Belgio ottenuta nel 1960.

Le difficoltà che riscontra nel poter usufruire della preziosa risorsa, porta quella parte della popolazione che ne ha le possibilità economiche ad acquistare quella in bottiglia, prodotta industrialmente, ed è qui che entra in gioco la birra: 1,5 litri d’acqua infatti costano 3.500 franchi congolesi, l’equivalente di 6 euro che ne fanno un lusso inarrivabile per la maggior parte delle persone, mentre una stessa quantità imbottigliata della bevanda, viene mediamente venduta ad un prezzo di 4 euro circa.

Questo è il motivo alla base del fatto che nella R.D. del Congo, come del resto in tutta l’Africa, dove ottiene profitti più alti del 42% rispetto a quelli del resto del mondo, sia diffusissimo il marchio Heineken, proprietario della maggior parte dei birrifici locali, il cui logo, grazie all’inesistenza di vincoli restrittivi alla pubblicità, si trova ovunque: nella capitale Kinshasa, ad esempio, campeggia all’ingresso di una stazione di polizia, all’accesso di alcune farmacie e addirittura sugli scuolabus.

IL BIRRIFICIO BRALIMA E LA BIRRA PRIMUS

Il colosso olandese è alla guida, fra le altre, dell’azienda locale Bralima (fondata nel 1923) che è leader incontrastata del settore sul mercato congolese e riveste un ruolo di grande importanza nell’economia del Paese: grazie alla produzione di birre e altre bevande rappresenta infatti il 2% del pil nazionale.

Con sede centrale a Kinshasa, e sei fabbriche di proprietà sul territorio nazionale, la Bralima ha nella birra Primus la sua referenza brassicola di punta. Si tratta di una lager realizzata secondo i canoni delle pale ale americane. Con una gradazione alcolica del 5%, si presenta di color giallo chiaro e con una sottile schiuma: mette in evidenza le note dolci del malto e della frutta utilizzata fra cui troviamo il cocco.

IL BIRRIFICIO BRASSERIE SIMBA

Nella R.D. del Congo vi sono anche altri sei birrifici di varie dimensioni: fra questi troviamo la Brasserie Simba con sede a Lubumbashi, la capitale della Regione sud orientale del Katanga, una delle undici in cui è suddiviso il Paese: qui viene prodotta la birra Tembo. Sia il nome dell’azienda che quello del prodotto di punta sono due termini di un dialetto originario della Tanzania: in kiswahili infatti ‘simba’ significa leone e ‘tembo’ elefante, ovvero il grande mammifero ritratto sulle etichette delle bottiglie.

Si tratta di una birra di colore ambrato con poca schiuma caratterizzata da una gradazione alcolica del 6% e da un sapore agrodolce: questo aroma è dato dalla combinazione del malto, del caramello e dei frutti, fra cui le nocciole, utilizzati nella realizzazione.

LA KASIKSI: LA BIRRA PRODOTTA CON LE BANANE

Come sottolineato in precedenza, la produzione congolese della birra non si limita a quella industriale: questa bevanda infatti, da sempre, fa parte della cultura delle varie etnie che abitano queste terre e quelle degli altri Paesi africani. Per realizzarla vengono usate materie prime locali come le banane e, nei vari Stati, questo prodotto artigianale assume una denominazione diversa: nel caso della R.D. del Congo è conosciuto come kasiksi.

La ricetta prevede di poter utilizzare qualunque qualità di questo frutto: l’importante è che sia maturo. Il processo produttivo vede come primo passaggio che da essi si ricavi l’umutobe ovvero il succo fresco di banane, molto dolce e zuccherato che non presenta alcuna gradazione alcolica e per questo può essere bevuto tranquillamente anche dai bambini.

Quando successivamente lo si lascia fermentare con l’aggiunta di lieviti selvatici prodotti dalle farine di cereali quali il sorgo, il miglio ed il mais, si ottiene appunto il kasiksi. Si tratta di una bevanda molto dissetante, con una gradazione alcolica che oscilla fra il 4,8 ed il 5,2%, che presenta il tipico aroma della birra affumicata accompagnato da quello del concentrato di banane. Questa birra tradizionale viene consumata prevalentemente nel corso delle festività più importanti.

Anche nella R.D. del Congo, come in Burkina Faso ed in quasi tutti i Paesi dell’Africa, quindi la cultura della birra non deriva principalmente da quelle importate dai coloni europei nel corso dei secoli oppure da colossi del settore come Heineken, ma è soprattutto il frutto di diverse tradizioni popolari locali nelle quali questa bevanda riveste un ruolo centrale in numerose importanti occasioni sia pubbliche che private: inoltre, come sottolineato in precedenza, per una parte della popolazione congolese, è una preziosa risorsa di sostentamento essendo economicamente più accessibile dell’acqua.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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