HomeCuriositàBramble, Rossini e Old Pal: perché si chiamano così? Ecco le storie

Bramble, Rossini e Old Pal: perché si chiamano così? Ecco le storie

Abbiamo già visto in altre occasioni come i nomi dei cocktail siano frutto a volte del caso, altre volte di precisi riferimenti a personaggi o situazioni legati alla loro nascita.

In ogni caso, la loro genesi racconta sempre storie interessanti e, spesso, poco note.

In questo articolo, in particolare, vi raccontiamo le storie legate ai nomi di tre cocktail famosi: Bramble, Rossini e Old Pal.

Bramble

In inglese “bramble” vuol dire rovo. Così, riferendosi alla presenza fra gli ingredienti del liquore di more (frutto che cresce per l’appunto sui rovi), lo chiamò il suo creatore Dick Bradsell, fra i padri della cosiddetta “seconda Golden Age della mixology” a Londra a cavallo fra gli anni ’80 e ’90. Che inventò il Bramble nel 1986 al Fred’s Club di Soho, in quel periodo uno dei più vivaci e creativi quartieri della capitale britannica.

Per realizzare questo cocktail, Bradsell – che nella sua carriera ha firmato anche altri celebri drink – unì gin, limone e sciroppo di zucchero con il già citato liquore di more. Ne derivò un instant classic oggi incluso nella lista Iba.

Rossini

In origine fu il Bellini inventato da Giuseppe Cipriani dell’Harry’s Bar di Venezia. Al quale si ispirò il veneziano Mirko Stocchetto, che di Cipriani fu allievo, per creare il Rossini negli anni ’60. L’idea era quella di offrire un’alternativa più “facile” del Bellini, con spumante e purea di fragole, in un’epoca – erano gli anni della rivoluzione culturale – in cui le donne frequentavano sempre più assiduamente i bar anche senza accompagnamento maschile e, rispetto agli uomini, sceglievano generalmente drink più “leggeri”. Per lo stesso motivo, qualche anno dopo avere rilevato il Bar Basso a Milano, Stocchetto creò anche il Negroni Sbagliato.

L’origine del nome Rossini però non è del tutto chiara. Probabilmente è un riferimento al colore del cocktail, ma forse anche al celebre musicista Gioachino Rossini, amante della buona cucina e del buon bere, tra l’altro particolarmente legato a Venezia. E poi, non è escluso che una certa assonanza proprio con Bellini abbia giocato a favore della scelta di questo nome.

Old Pal

Old pal” significa “vecchio amico” in inglese. Questo drink fu creato da Harry MacElhone a Parigi, quando lavorava al Manhattan Bar non ancora di sua proprietà (e quindi non ancora ribattezzato Harry’s Bar). Il grande bartender scozzese lo dedicò al cronista sportivo americano William Robertson, detto Sparrow, inviato del New York Herald nella capitale francese per seguire gli eventi sportivi europei. E grande frequentatore del locale.

Sparrow usava di continuo l’espressione “my old pal” sia nei suoi articoli, sia per salutare chiunque incontrasse al Manhattan Bar e proprio a questo saluto MacElhone si ispirò per dare il nome alla sua creazione, la cui ricetta originaria (1/3 di whisky Canadian Club, 1/3 di vermouth e 1/3 di Campari) venne da lui pubblicata nel 1922 nel suo “ABC of mixing cocktails”. Nel 1934 Patrick Gavin Duffy, in “The official mixer’s manual”, mise il rye whiskey al posto del Canadian. Da questo cocktail, sostituendo il whisky canadese o il rye con il bourbon, derivò il Boulevardier.

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Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

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