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Giro del mondo in birra: Austria con Ottakringer e Hirter

Continua il nostro viaggio del mondo in birra, e, dopo l’Australia, andiamo in Austria con le birre Ottakringer e Hirter

Ovvie ragioni geopolitiche e storiche, fanno si che questo paese, noto fra le altre cose per le sue vette alpine e per aver dato i natali a personaggi illustri quali Mozart, risenta molto della cultura tedesca che ne influenza lo stile di vita e non solo. Questo diventa ancora più evidente se si considera che il 90% della popolazione austriaca, è composta da discendenti di migranti giunti in cerca di fortuna dalla regione tedesca della Baviera.

La produzione brassicola e i relativi consumi interni non fanno eccezione: in Austria infatti l’80% del mercato coinvolge le tipologie di birra tipicamente tedesche, ovvero le lager bionde e le weiss. Tuttavia esistono dei prodotti di nicchia prettamente austriaci i quali offrono delle alternative di qualità e che negli anni hanno riscosso un certo successo.

Fra queste troviamo la Vienna lager, lo stile birrario inventato nel 1841 dal mastro birraio Anton Dreher discendente di una famiglia dedita alla produzione di birra fin dal 1600 e originaria della Boemia. Un prodotto che già alla nascita ottenne un immediato successo come dimostra la medaglia d’oro per l’eccellenza vinta nel 1858 ad un’importante fiera di settore che si svolgeva nell’omonima capitale austriaca.

Le sue caratteristiche peculiari sono quelle di essere prodotta a bassa fermentazione ed il colore con cui si presenta varia dall’ambrato al marrone tenuo; limpida con una schiuma persistente. Mette in risalto l’aroma del malto tostato che è predominante su quello del luppolo. A seconda dei birrifici artigianali o craft che la producono, la gradazione alcolica può variare dal 4,6 al 5,5%.

Durante tutto il ciclo produttivo deve essere mantenuta a temperature molto basse: per questo motivo viene considerata la capostipite delle ‘Birre di marzo’ dato che viene prodotta in quel periodo dell’anno quando sono ancora facilmente reperibili sorgenti d’acqua particolarmente fredde se non addirittura ancora ghiacciate.

Hirter 1270

Dopo il successo registrato nei primi anni, la Vienna Lager è diventata sempre più una referenza rivolta ad una piccola parte del mercato. Questo però non vuol dire che questa tipologia di birra non sia apprezzata e non venga prodotta anche in giro per il mondo. Lo dimostra il fatto che ne esistano delle referenze provenienti da piccoli birrifici situati per esempio anche in Messico.

In Italia, fra i produttori più conosciuti, ricordiamo Theresianer e Birrificio del Ducato che, come abbiamo raccontato poco tempo fa, con le loro Vienna lager, hanno conquistato, rispettivamente a New York e a Norimberga, degli importanti premi internazionali.

Fra quelle attualmente prodotte da birrifici artigianali austriaci troviamo la Ottakringer Wiener original. Pur rimanendo nel solco della tradizione, al malto viennese ne abbina un altro: il melanoidin. Ad essi si aggiunge il luppolo della qualità Saaz: insieme donano a questa birra un bel colore ambrato. Propone note di nocciola e lascia un retrogusto delicatamente amaro. Gradazione alcolica: 5,3%.

Un’altra referenza è la Hirter 1270: birra non pastorizzata, a bassa fermentazione, e filtrata due volte. Con una gradazione alcolica pari al 4,9%, presenta un bel colore ambrato ed una schiuma generosa e persistente.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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