Dall’11 al 13 ottobre 2026 iMEAT torna con una decima edizione che segna un passaggio importante nella storia della manifestazione. Per la prima volta la fiera internazionale dedicata al comparto carne si svolgerà a BolognaFiere, lasciando Modena dopo nove edizioni. Tre giornate rivolte ai professionisti, tra tecnologie, prodotti, lavorazioni, cotture e un programma che guarda sempre più anche alla ristorazione e al mondo HoReCa.
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iMEAT 2026 debutta a BolognaFiere
Non cambia soltanto l’indirizzo. Il trasferimento di iMEAT a Bologna accompagna l’evoluzione di un settore nel quale i confini tra macelleria, gastronomia e ristorazione sono diventati sempre meno rigidi.
La manifestazione, nata nel 2013, arriva alla decima edizione dopo un percorso sviluppato per nove edizioni a Modena. Il passaggio a BolognaFiere mette ora a disposizione spazi, servizi e collegamenti adeguati a un evento che si rivolge non soltanto al mercato italiano, ma anche a quello europeo.
Cambia anche l’assetto organizzativo. In occasione del trasferimento è stata costituita Ecod Extra Srl, partecipata al 51% da BolognaFiere e al 49% da ECOD Srl, realtà che ha ideato e sviluppato iMEAT.
La formula resta fortemente B2B. La fiera si rivolge a macellai, gastronomi, operatori della ristorazione e dell’HoReCa, aziende della trasformazione, buyer e professionisti interessati a prodotti, attrezzature, tecnologie e nuovi modelli di lavoro.
Perché iMEAT interessa sempre di più anche la ristorazione
Definire iMEAT semplicemente come una “fiera della carne” oggi sarebbe riduttivo. Una parte significativa dell’edizione 2026 riguarda proprio l’incontro tra materia prima e cucina professionale.
Accanto a tecnologie e attrezzature per lavorazione e conservazione trovano spazio carni, salumi, formaggi, conserve, beverage e sistemi professionali di cottura. Tra le aree tematiche c’è anche iBARBECUE Professional, dedicata alle attrezzature e alle novità per la cottura professionale a fuoco.
Per chi lavora nella ristorazione il tema va oltre la tecnica di cottura. Conoscere un taglio significa valutarne resa, tempi di lavorazione, utilizzo degli scarti e costo reale nel piatto. Non a caso il programma 2026 dedica spazio alla marginalità, alla gestione degli acquisti e all’ottimizzazione dei processi.
La ristomacelleria è forse l’esempio più evidente di questo avvicinamento. Il modello che affianca vendita e somministrazione ha portato competenze tipiche della macelleria direttamente in cucina, creando format nei quali scelta della materia prima, lavorazione e consumo convivono nello stesso spazio.
A iMEAT questo mondo sarà protagonista anche di The Butcher Battle: Polpette Edition, in programma domenica 11 ottobre: una gara dal vivo tra ristomacellerie chiamate a reinterpretare la polpetta attraverso carne, ingredienti e tecniche di cottura differenti.
Dal BBQ alla marginalità: cosa seguire nel programma
Il calendario di iMEAT 2026 alterna dimostrazioni, incontri tecnici, confronti di filiera e appuntamenti dedicati ai prodotti.
Lunedì 12 ottobre, dalle 13:00 alle 14:30, lo show cooking “L’importanza della marginalità” affronterà il tema della resa economica dei piatti, mostrando come lavorare i tagli per ottenere preparazioni ad alto rendimento e utilizzare meglio la materia prima.
Domenica 11 ottobre la masterclass “Il sistema BBQ Geeks: metodo, materia prima e processi per le gastronomie e la ristorazione” entrerà invece nel merito della gestione della filiera, delle strategie di acquisto, del controllo dei costi e delle attrezzature, con una dimostrazione finale dedicata alla cucina a spreco zero.
È un tema concreto per ristoranti e gastronomie: la qualità della carne rimane centrale, ma la sostenibilità economica di un piatto dipende anche dalla capacità di conoscere rese, tempi, scarti e possibilità di utilizzo dell’intero prodotto.
Tra gli appuntamenti dell’11 ottobre compare anche Daniele Reponi, con una dimostrazione dedicata al panino artigianale e all’interpretazione dei prodotti presenti in fiera.
Spazio inoltre ai temi di filiera. Il convegno inaugurale affronterà il rapporto tra allevatori e macellai e la valorizzazione delle produzioni locali, mentre il 12 ottobre è previsto un approfondimento dedicato alla trasparenza digitale lungo il percorso che porta la carne dall’allevamento al consumatore.
Il calendario viene aggiornato dagli organizzatori e alcuni appuntamenti possono subire modifiche: per chi sta pianificando la visita è quindi utile controllare il programma ufficiale prima di partire.
Con iFISH, a Bologna carne e pesce si incontrano
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è iFISH, un’area interna a iMEAT interamente dedicata al comparto ittico. Il progetto nasce dalla presenza di tecnologie e processi che attraversano entrambi i settori: refrigerazione, conservazione, lavorazione, packaging, igienizzazione e tecniche di preparazione.
Per il mondo HoReCa significa poter osservare nello stesso contesto soluzioni destinate alla carne e al pesce, incontrando fornitori e operatori della filiera ittica.
Il programma rende evidente questa contaminazione. Domenica 11 ottobre l’incontro “Il tempo che trasforma il pesce” sarà dedicato a frollatura e stagionatura, con approfondimenti su sfilettatura, pulizia, recupero degli scarti, tecniche di lavorazione e macchinari utilizzabili.
È un ambito che negli ultimi anni sta trovando maggiore spazio nella cucina professionale: lavorazioni normalmente associate alla carne vengono reinterpretate sul prodotto ittico, con effetti sulla conservazione, sulla consistenza, sul gusto e sulla possibilità di utilizzare meglio la materia prima.
iMEAT 2026: date, orari, ingresso e come arrivare
iMEAT 2026 si svolge a BolognaFiere da domenica 11 a martedì 13 ottobre 2026.
- Domenica 11 ottobre: 9:00–18:00
- Lunedì 12 ottobre: 9:00–18:00
- Martedì 13 ottobre: 9:00–16:00
L’ingresso è gratuito per i professionisti del settore, ma la registrazione è obbligatoria e individuale. Ogni visitatore deve essere in possesso del proprio biglietto nominativo. Il titolo d’ingresso è valido per tutti e tre i giorni e consente un accesso giornaliero.
L’accesso dei visitatori avviene dall’Ingresso Nord di BolognaFiere. Per chi arriva in automobile, il quartiere fieristico dispone dell’uscita autostradale Bologna Fiera sulla A14. Dalla A13 è invece possibile uscire ad Arcoveggio e proseguire sulla tangenziale verso San Lazzaro fino all’uscita 8.
Chi arriva in treno può raggiungere BolognaFiere dalla Stazione Centrale con taxi o autobus. Le indicazioni aggiornate su accessi, trasporti e parcheggi sono disponibili sul sito ufficiale di iMEAT, dove è possibile anche registrarsi e controllare gli ultimi aggiornamenti del programma.
Il debutto a Bologna fotografa soprattutto un settore che sta cambiando. Bottega, gastronomia e cucina professionale lavorano sempre più sugli stessi temi: conoscenza della materia prima, controllo dei costi, tecniche di trasformazione e capacità di ridurre gli sprechi. iMEAT 2026 mette queste competenze nello stesso spazio, mostrando quanto il confine tra chi lavora il prodotto e chi lo porta nel piatto sia diventato sottile.
Le immagini a corredo dell’articolo sono state realizzate con strumenti di intelligenza artificiale a scopo illustrativo.




