Il World Pasta Day 2026 arriva per la prima volta a Parma, nel cuore della Food Valley italiana, con due giornate dedicate al futuro della pasta e della sua filiera. Il 27 e 28 ottobre, all’interno di Cibus Tec, produttori, tecnologi, istituzioni, associazioni e operatori internazionali si confronteranno su grano duro, mercati, innovazione, biodiversità e distribuzione. Un appuntamento che porta a Parma uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.
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World Pasta Day 2026, per la prima volta a Parma
La scelta di Parma non è casuale. Il World Pasta Day 2026 si svolgerà alle Fiere di Parma in concomitanza con Cibus Tec, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie per l’industria alimentare e delle bevande, in programma dal 27 al 30 ottobre.
Per due giorni il Seminar Theater del Padiglione 2 diventerà un punto d’incontro per chi lavora lungo tutta la filiera della pasta: produttori, aziende tecnologiche, associazioni, istituzioni, rappresentanti della grande distribuzione e media specializzati.
L’evento è promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation. L’obiettivo non è soltanto celebrare uno degli alimenti più conosciuti al mondo, ma discutere di come stanno cambiando produzione, mercati, consumi e tecnologie.
Parma offre un contesto particolarmente coerente. Qui industria alimentare, ricerca, impiantistica, formazione e cultura gastronomica convivono da decenni. La città è uno dei punti di riferimento della Food Valley e Fiere di Parma ha costruito nel tempo un sistema di eventi capace di mettere in relazione aziende, buyer e innovazione.
ApeTime ha già raccontato questo ruolo in occasione dei 40 anni di Cibus, un anniversario che ha confermato la centralità del territorio nelle filiere agroalimentari italiane.
Le date e gli orari del World Pasta Day
La prima giornata è in programma martedì 27 ottobre dalle 10:30 alle 17:00. Il secondo giorno, mercoledì 28 ottobre, gli incontri inizieranno alle 9:30 e si concluderanno nel primo pomeriggio.
La partecipazione agli incontri del World Pasta Day è riservata agli ospiti registrati, mentre Cibus Tec proseguirà fino al 30 ottobre.
Il programma ufficiale è consultabile sul sito del World Pasta Day 2026.
Dal grano duro al mercato globale: cosa si discuterà a Parma
Il programma del World Pasta Day parte dalla materia prima. Nella mattinata del 27 ottobre uno dei primi confronti sarà dedicato al mercato mondiale del grano duro, un tema decisivo per la filiera italiana perché prezzi, disponibilità e qualità della materia prima incidono direttamente sulla competitività dei pastifici.
Subito dopo l’attenzione si sposterà sul mercato globale della pasta. I numeri raccontano un comparto che continua ad avere nell’Italia uno dei suoi principali riferimenti internazionali.
Nel 2025 la produzione nazionale ha raggiunto 4,2 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni sono aumentate del 2,1%.
- oltre 2,45 milioni di tonnellate di pasta italiana esportate nel 2025;
- più del 60% della produzione nazionale destinata ai mercati esteri;
- oltre 200 Paesi raggiunti;
- un valore dell’export vicino ai 4 miliardi di euro.
Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Unito restano tra i mercati più importanti, ma il prodotto italiano continua a trovare spazio anche in mercati più lontani.
È uno dei motivi per cui il World Pasta Day non può essere letto soltanto come una celebrazione gastronomica. Dietro un piatto apparentemente semplice esiste un sistema industriale che deve gestire approvvigionamenti, logistica, prezzi, ricerca e una domanda internazionale sempre più articolata.
Biodiversità, tecnologia e innovazione
Nel pomeriggio della prima giornata il programma entrerà nel merito della biodiversità alimentare e delle tecnologie applicate alla pasta.
È un passaggio centrale perché il futuro del comparto non dipende soltanto dalla capacità di produrre di più, ma da quella di produrre meglio, con maggiore efficienza e con strumenti capaci di rispondere alle nuove esigenze del mercato.
Il panel “Pasta: Technology and Innovation” mette insieme ricerca sul grano duro, impiantistica e industria. Tra gli interventi previsti figurano rappresentanti di CIMMYT, Bühler, Fava, GEA e Pastificio Garofalo.
Nel programma compare anche Michele Amigoni, Chief Research, Development and Quality Officer di Barilla, con partecipazione indicata al momento come in attesa di conferma.
La presenza di aziende tecnologiche accanto ai produttori mostra bene l’impostazione dell’evento. Essiccazione, controllo dei processi, efficienza energetica, qualità, ricerca varietale e automazione sono ormai parti dello stesso discorso.
Per i professionisti del food e dell’HoReCa significa osservare da vicino come sta cambiando un prodotto che appare tradizionale, ma che dietro le quinte utilizza tecnologie sempre più avanzate.
Parma, Barilla e la pasta diventata industria globale
Parlare di pasta a Parma significa inevitabilmente incontrare anche la storia di Barilla.
Nel 1877 Pietro Barilla senior aprì in città una piccola bottega di pane e pasta. Da quell’attività è nato un gruppo che oggi esporta i propri prodotti in più di 100 Paesi, dispone di 30 comprensori produttivi, 15 in Italia e 15 all’estero, e impiega quasi 9 mila persone.
Nel 2025 il Gruppo Barilla ha registrato ricavi per circa 4,8 miliardi di euro. È uno degli esempi più evidenti di come la pasta italiana sia riuscita a passare da prodotto fortemente legato al territorio a presenza stabile sui mercati internazionali, mantenendo Parma come uno dei propri riferimenti identitari e industriali.
Il collegamento con il World Pasta Day è diretto anche nel programma. Oltre alla partecipazione prevista di Michele Amigoni nella sessione dedicata all’innovazione, per le conclusioni della seconda giornata è indicato Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, anche in questo caso con partecipazione ancora da confermare.
La presenza di Barilla non esaurisce naturalmente il racconto della pasta italiana. Il settore comprende grandi gruppi, aziende di medie dimensioni, pastifici territoriali e realtà artigianali.
È proprio questa varietà a rendere la filiera italiana difficile da ridurre a un unico modello e, allo stesso tempo, capace di competere su mercati molto diversi tra loro.
La seconda giornata: pasta, cultura e distribuzione
Il 28 ottobre il programma cambia prospettiva.
La mattinata si apre con “Pasta Without Borders”, un incontro che mette in relazione storia, cultura gastronomica e capacità della pasta di adattarsi a cucine molto diverse. Tra i protagonisti indicati figurano Davide Cassi dell’Università di Parma, Alessandro Massi di ItaliaSquisita e lo chef Lorenzo Cogo.
Seguirà “Pasta Cares”, con Tom Quinn di Nuovo Pasta, mentre l’ultima parte della mattinata sarà dedicata alle nuove sfide della grande distribuzione e del food service.
È un tema particolarmente interessante per chi opera nella ristorazione e nell’HoReCa. L’evoluzione della pasta non riguarda infatti soltanto ciò che accade nei pastifici, ma anche assortimenti, consumo fuori casa, disponibilità dei formati, posizionamento e nuove aspettative del cliente.
Il confronto tra industria e distribuzione diventa quindi uno dei punti di contatto più diretti tra World Pasta Day e mondo HoReCa.
Ristoranti, hotel, catering e operatori del food service sono l’ultimo passaggio di una filiera che parte dal grano, attraversa industria e distribuzione e arriva infine al piatto.
Perché la pasta italiana continua a conquistare il mondo
I numeri dell’export spiegano soltanto una parte del successo.
La pasta italiana ha una caratteristica rara: riesce a essere contemporaneamente prodotto industriale, alimento quotidiano e patrimonio gastronomico.
È abbastanza semplice da entrare nelle abitudini alimentari di Paesi molto diversi e abbastanza versatile da adattarsi a ingredienti e cucine locali. Allo stesso tempo conserva un’associazione immediata con l’Italia, rafforzata da formati, ricette e tradizioni regionali.
Questa combinazione rappresenta un vantaggio competitivo, ma non significa che la posizione costruita negli anni possa essere data per scontata.
Il settore deve confrontarsi con volatilità del prezzo del grano duro, cambiamento climatico, costi energetici, approvvigionamenti, concorrenza internazionale e trasformazioni nelle abitudini di consumo.
Per questo il World Pasta Day di Parma arriva in un momento interessante. Non si limita a celebrare ciò che la pasta è stata, ma mette sul tavolo ciò che dovrà diventare: una filiera più efficiente, innovativa e capace di continuare a competere sui mercati internazionali senza perdere il legame con qualità e cultura gastronomica.
World Pasta Day 2026: informazioni utili
Quando si svolge il World Pasta Day 2026?
L’edizione 2026 si tiene il 27 e 28 ottobre a Parma. La prima giornata è prevista dalle 10:30 alle 17:00, mentre la seconda inizia alle 9:30 e termina nel primo pomeriggio.
Dove si svolge il World Pasta Day?
Gli incontri si tengono alle Fiere di Parma, nel Seminar Theater del Padiglione 2, durante Cibus Tec 2026. Il quartiere fieristico si trova in Viale delle Esposizioni 393/A a Parma.
World Pasta Day e Cibus Tec sono lo stesso evento?
No. Il World Pasta Day è un appuntamento internazionale dedicato specificamente alla filiera della pasta e si svolge all’interno di Cibus Tec, la fiera professionale dedicata alle tecnologie per l’industria alimentare e delle bevande, in programma dal 27 al 30 ottobre 2026.
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