Centoventicinque Maison, due giornate di degustazioni e un intero padiglione dedicato alle bollicine francesi. Il 4 e 5 ottobre Champagne Experience 2026 torna a BolognaFiere per la nona edizione, riunendo produttori, importatori, distributori, professionisti dell’HoReCa e appassionati. Un’occasione per degustare, ma anche per capire da vicino come sta cambiando il mondo dello Champagne, tra nuovi protagonisti, identità territoriali e un mercato che sta attraversando una fase di assestamento.
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Champagne Experience 2026 cresce a Bologna
Dopo il debutto bolognese dello scorso anno, Champagne Experience conferma Bologna come propria sede e cambia dimensione. L’edizione 2026 si sposta infatti al Padiglione 18 di BolognaFiere, uno spazio più ampio rispetto al Padiglione 15 utilizzato nel 2025.
La manifestazione, promossa e organizzata dal 2017 da Excellence SIDI, realtà che riunisce 21 tra importatori e distributori italiani di vini e distillati, arriva così alla nona edizione.
Il cambio di padiglione accompagna l’evoluzione di un appuntamento nato con una forte componente specialistica e diventato progressivamente un punto d’incontro tra chi lo Champagne lo produce, chi lo distribuisce, chi lo propone nei locali e chi vuole conoscerlo meglio.
Il momento è interessante anche dal punto di vista del mercato. Il settore si confronta con una domanda meno lineare rispetto agli anni precedenti e con le conseguenti decisioni del Comité Champagne sulle rese della vendemmia. Per ristoratori, sommelier, enotecari e beverage manager, concentrare in due giornate incontri e degustazioni offre soprattutto l’opportunità di confrontare molte referenze e parlare direttamente con produttori e distributori.
125 Maison per viaggiare attraverso la Champagne
Il cuore di Champagne Experience 2026 resta naturalmente la degustazione. Sono 125 le Maison presenti nell’edizione di quest’anno.
L’organizzazione dei banchi permette però di andare oltre la semplice successione di etichette. Gli espositori vengono suddivisi secondo le principali aree produttive della Champagne: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar. A queste si aggiunge un’area specificamente riservata alle Maison classiche.
È una suddivisione utile soprattutto per chi vuole utilizzare la visita per comprendere le differenze territoriali. Degustare Champagne provenienti da zone diverse, uno accanto all’altro, permette di leggere con maggiore immediatezza quanto territorio, vitigni, esposizioni e scelte produttive possano incidere sul carattere finale di un vino.
Torna inoltre la collaborazione con Champagne de Vignerons, marchio collettivo creato dal Syndicat Général des Vignerons de la Champagne per rappresentare e valorizzare il lavoro dei viticoltori e delle cooperative.
Il rapporto tra grandi nomi e piccoli produttori permette di osservare un panorama che non si esaurisce nelle etichette più conosciute. Accanto alle Maison storiche continua infatti l’attenzione verso vignaioli, parcelle, singoli terroir e interpretazioni personali. Per un professionista dell’HoReCa significa poter confrontare stili diversi e valutare referenze capaci di rendere più personale la carta dei vini o la proposta al calice.
Le Master Class da seguire il 4 e 5 ottobre
Accanto ai banchi di degustazione, uno dei contenuti centrali dell’edizione 2026 è rappresentato dalle Master Class. Il programma affronta lo Champagne da prospettive differenti: territorio, tecniche di vinificazione, singoli vitigni, produttori e abbinamenti gastronomici.
Domenica 4 ottobre, ad esempio, l’incontro “Quando il terroir fa la differenza: Avize firmato Louis Massing” porta l’attenzione sulla Côte des Blancs e sulle espressioni di differenti parcelle di Chardonnay.
Sempre domenica è prevista “Vinificazione e Innovazione: lo Stile Billecart-Salmon”, dedicata anche al lavoro della Maison sulla vinificazione a bassa temperatura.
Interessante il dialogo costruito con uno dei prodotti simbolo dell’Emilia. Diverse Master Class mettono infatti a confronto Champagne e Parmigiano Reggiano, lavorando sulle stagionature, sulla permanenza sui lieviti e sulle caratteristiche dei diversi vini.
Il territorio ospitante entra nel programma anche attraverso le proprie bollicine. Tra gli appuntamenti figurano degustazioni dedicate ai Metodo Classico ottenuti da Spergola, Pignoletto e differenti varietà di Lambrusco, oltre a un approfondimento sulla spumantistica Emilia-Romagna DOC.
Lunedì 5 ottobre il programma assume un interesse ancora più marcato per il pubblico professionale. La Master Class “Pellegrini e la Champagne”, riservata agli operatori HoReCa, affronta terroir, crescita dei vini parcellari e lavoro di alcuni vignaioli contemporanei attraverso una selezione di Champagne.
Nella stessa giornata, “L’anima del Meunier, da vin clair a Champagne di Sylvie Moreau” permette di seguire il percorso del Meunier dalla vinificazione alla bottiglia, mettendo a confronto vini base e Champagne provenienti da singole parcelle.
Un altro appuntamento guarda alla relazione fra geologia e vino: “I gessi: geologia e tipicità degli Champagne de Vignerons” approfondisce il ruolo dei calcari nell’identità sensoriale dello Champagne. Il calendario comprende inoltre un incontro dedicato a Champagne Crucifix, tra tradizione e innovazione, che sul sito ufficiale risulta già esaurito.
Le condizioni di accesso cambiano a seconda della Master Class. Alcuni appuntamenti sono aperti ai visitatori, altri riservati ai professionisti o agli operatori HoReCa. La prenotazione è richiesta e la partecipazione alle Master Class è comunque legata al possesso del biglietto d’ingresso alla manifestazione.
Perché Champagne Experience interessa l’HoReCa
Per chi lavora nella ristorazione, nei cocktail bar, negli hotel o nelle enoteche, una manifestazione di questo tipo ha un valore diverso rispetto a una normale degustazione. Riunire molti produttori nello stesso spazio rende più semplice confrontare stili, posizionamenti e caratteristiche delle referenze senza basarsi esclusivamente sulla notorietà del marchio.
C’è poi il tema della costruzione della carta. Lo Champagne può essere vino da aperitivo, accompagnare un intero menu oppure entrare nella proposta al calice. La crescita dell’interesse verso vigneron, singole parcelle e interpretazioni territoriali consente ai locali di affiancare alla riconoscibilità delle Maison storiche bottiglie capaci di raccontare produttori, territori e stili differenti.
Anche le Master Class indicano questa direzione. Nel programma 2026 ricorrono terroir, parcellari, Meunier, geologia e vinificazione: temi che spostano l’attenzione dall’immagine del prodotto a ciò che c’è dietro il bicchiere.
Gli incontri con il Parmigiano Reggiano, il salmone e le altre esperienze gastronomiche presenti nel programma ricordano inoltre quanto lo Champagne possa essere utilizzato a tavola ben oltre il brindisi. Per la ristorazione è un terreno utile per ragionare sugli abbinamenti e costruire una proposta beverage più consapevole.
Champagne Experience 2026: date, orari e biglietti
Champagne Experience 2026 si svolge domenica 4 e lunedì 5 ottobre a BolognaFiere, nel Padiglione 18. La manifestazione è aperta in entrambe le giornate dalle 10 alle 18.
I biglietti vengono venduti attraverso il sito ufficiale di Champagne Experience, dove sono previste diverse formule, compreso il ticket giornaliero e l’abbonamento per entrambe le giornate.
L’accesso consente di partecipare alle degustazioni utilizzando il calice ufficiale della manifestazione. Le Master Class seguono invece sistemi di prenotazione specifici e alcune sono riservate esclusivamente al pubblico professionale. Considerata la vicinanza dell’evento e la disponibilità limitata di alcuni incontri, è opportuno verificare direttamente sul sito della manifestazione quali appuntamenti siano ancora prenotabili.
A pochi giorni dall’apertura, l’edizione 2026 offre così l’occasione di degustare Champagne molto diversi tra loro, incontrare produttori e approfondire territori, vitigni e metodi di lavoro difficili da mettere a confronto nello stesso luogo e nello stesso momento.
Le immagini illustrative dell’articolo sono state realizzate con AI per rappresentare contesti di degustazione e formazione e non documentano l’edizione 2026 dell’evento.




